«Le due ruote restano passione, ma oggi la tecnologia fa davvero la differenza»
di Matteo ScolariIl rombo dei motori non si spegne, cambia tono. Il comparto motociclistico vive una fase ciclica, influenzata dal calendario normativo europeo e da un’evoluzione tecnologica sempre più rapida. A Verona, nei giorni del Motor Bike Expo, il settore torna sotto i riflettori come uno dei segmenti più dinamici dell’automotive, capace di coniugare passione, innovazione e mercato. Abbiamo incontrato Emiliano Strazzer, di Autouno, concessionaria del marchio Triumph.
Emiliano, che momento sta vivendo oggi il mercato delle moto?
Siamo in una fase di bassa stagione, che per il nostro settore è abbastanza fisiologica. Negli ultimi mesi abbiamo registrato una leggera flessione, legata soprattutto al passaggio normativo dall’Euro 5 all’Euro 5 Plus. Questo ha portato a molte auto-immatricolazioni nel corso del 2025, penalizzando i numeri dell’immatricolato. Guardiamo però al 2026 con fiducia: il mercato ha basi solide e segnali di ripresa.
Il vostro brand può contare su una clientela molto fidelizzata:
Sì, abbiamo uno zoccolo duro di appassionati e clienti storici, che conoscono bene il marchio e ne apprezzano filosofia e qualità. Allo stesso tempo lavoriamo molto sull’acquisizione di nuova clientela, soprattutto grazie ai nuovi modelli. Eventi come il Motor Bike Expo sono fondamentali: ci permettono di presentare novità, alcune già viste all’EICMA e altre proposte in esclusiva proprio qui a Verona.
Quanto contano oggi le manifestazioni fieristiche per il settore?
Contano moltissimo. Sono momenti di contatto diretto con il pubblico, in cui il cliente può vedere, toccare, confrontare. Il Motor Bike Expo è diventato un appuntamento strategico, non solo per gli appassionati ma anche per gli operatori. È una vetrina che anticipa tendenze e orienta il mercato dell’anno successivo.
La tecnologia è entrata in modo deciso anche nel mondo delle moto:
Assolutamente sì. Uno degli aspetti più rilevanti è la connettività: oggi molte moto dialogano con lo smartphone, permettono la gestione di navigazione, chiamate, parametri di guida. A questo si aggiungono tecnologie di derivazione sportiva, pensate per aumentare sicurezza e piacere di guida. Sono soluzioni che richiedono tempo per essere sviluppate e rese accessibili, ma una volta arrivate sul mercato cambiano radicalmente l’esperienza dell’utente.
Sicurezza e “godimento del mezzo” sembrano andare di pari passo:
È proprio così. Le nuove tecnologie non servono solo a rendere la moto più performante, ma anche più sicura e fruibile. Controlli elettronici, assistenze alla guida e sistemi intelligenti aiutano il motociclista a vivere la moto in modo più consapevole, riducendo i rischi senza togliere emozione.
Il pubblico delle due ruote è cambiato rispetto al passato?
Sì, è più informato e più esigente. Il cliente oggi arriva preparato, chiede dettagli tecnici, vuole capire cosa c’è dietro a una soluzione tecnologica. Questo richiede da parte nostra un approccio sempre più consulenziale, non limitato alla vendita ma orientato alla spiegazione e all’accompagnamento nella scelta.
Che prospettive vede per il 2026?
Sono positive. Superata la fase di assestamento normativo, il mercato potrà tornare a crescere. Le moto restano un oggetto di passione, ma sempre più anche un mezzo tecnologico evoluto. Chi saprà coniugare emozione, sicurezza e innovazione avrà un ruolo centrale nel futuro del settore.
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