L’IA entra nelle imprese: giovani, competenze e prototipi per il territorio
di RedazioneQuando si parla di intelligenza artificiale, il rischio è fermarsi alle promesse o alle paure. AI for Business ha scelto invece un’altra strada: quella del lavoro reale, delle competenze e delle applicazioni concrete nelle imprese del territorio. Si è chiuso venerdì 23 gennaio a Verona, con un evento di restituzione ospitato nella sede di via A. Forti, il percorso sostenuto da Fondazione Cariverona in collaborazione con Upskill 4.0, nato come spin-off dell’Università Ca’ Foscari Venezia, che ha accompagnato cinque aziende tra le province di Verona e Vicenza nello sviluppo di prototipi basati sull’AI generativa CS – Uspkill AI for Business.
Il progetto ha messo al centro team aziendali under 35, chiamati a lavorare sull’intelligenza artificiale non come esercizio teorico, ma come strumento operativo, capace di migliorare processi, decisioni e qualità del lavoro. Un approccio che intreccia formazione e laboratorio, con l’obiettivo di rafforzare il capitale umano e la capacità di innovazione delle imprese, considerate leve strategiche per la competitività e l’attrattività del territorio.
Le aziende coinvolte sono state Evotec e Logistica Uno per la provincia di Verona, Corà, Metalba e Zordan per la provincia di Vicenza. I prototipi sviluppati raccontano un’innovazione costruita a partire dai bisogni quotidiani delle organizzazioni. Evotec ha lavorato su un sistema avanzato di knowledge management che consente ai dipendenti di individuare rapidamente informazioni utili all’interno di migliaia di procedure e documenti interni, riducendo drasticamente i tempi di ricerca e le attività ripetitive. Logistica Uno ha invece realizzato una soluzione per la riconciliazione automatizzata delle fatture di trasporto, in grado di verificare costi e corrispondenze con clienti e fornitori, semplificando un’attività prima svolta manualmente.
Per Corà l’AI è diventata una leva per rendere più semplice e immediato l’accesso ai dati commerciali e di relazione con i clienti, supportando le decisioni e valorizzando il patrimonio informativo accumulato dall’azienda nel tempo. Metalba ha sviluppato uno strumento a supporto dell’area commerciale per la personalizzazione delle comunicazioni, integrando in modo intelligente dati già disponibili e migliorando l’efficacia del lavoro quotidiano. Zordan, infine, ha progettato una soluzione per offrire ai responsabili di progetto una visione chiara e aggiornata di carichi di lavoro e risorse, facilitando pianificazione e coordinamento tra progettazione e produzione.
Esperienze diverse, accomunate da una visione condivisa: l’AI come leva di competenze, non come scorciatoia tecnologica. Un’impostazione che riflette l’approccio di Fondazione Cariverona allo sviluppo del territorio, fondato sull’investimento in capitale umano, lavoro di qualità e innovazione diffusa. Anche la sede della Fondazione ha avuto un ruolo attivo nel progetto, diventando uno spazio di incontro tra imprese e mondo della ricerca, dove team aziendali, docenti ed esperti hanno lavorato su problemi concreti.

«Oggi l’intelligenza artificiale è spesso raccontata come qualcosa che arriva dall’esterno e che rischia di travolgere i lavoratori», sottolinea Filippo Manfredi, direttore generale di Fondazione Cariverona. «Con AI for Business abbiamo voluto ribaltare questa narrazione: l’innovazione funziona davvero solo quando passa dalle competenze, dalla responsabilità e dall’intelligenza delle persone. Investire sui giovani significa rendere il tessuto economico più competitivo e, allo stesso tempo, rafforzare il territorio. Per noi significa anche aprire spazi di sperimentazione condivisa, dove imprese, enti e università si incontrano e il sapere diventa applicazione. Non parliamo di processi chiusi o riservati a pochi, ma di metodi, strumenti e pratiche che devono generare valore condiviso e duraturo per tutti».
«AI for Business è un progetto di sperimentazione attiva nato per diffondere, all’interno delle imprese del territorio, una cultura dell’intelligenza artificiale generativa fondata su consapevolezza, competenze e capacità di applicazione concreta» afferma Stefano Micelli, presidente di Upskill 4.0. «Abbiamo coinvolto direttamente manager e team operativi under 35 di cinque imprese locali, chiamandoli a lavorare su sfide reali aziendali. Grazie al supporto di Fondazione Cariverona, il progetto ha dato vita a una rete di veri e propri ambasciatori dell’AI, capaci di sperimentare questi strumenti in prima persona e di portarli poi nei propri contesti aziendali e territoriali, diventando motore di cambiamento».
La presentazione dei risultati e la tavola rotonda con i CEO delle aziende coinvolte hanno chiuso un’esperienza che non si esaurisce con l’evento finale. L’obiettivo dichiarato fin dall’inizio è lasciare tracce replicabili: competenze che restano nelle imprese, comunità di pratica che continuano a confrontarsi, prototipi che possono evolvere in soluzioni operative.
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