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«Le auto cinesi hanno cambiato il mercato: qualità, tecnologia e prezzo competitivo»

di Matteo Scolari
Dall’ingresso dei marchi asiatici nella top ten del mercato italiano alla crescente attenzione dei clienti su sicurezza, design e dotazioni. Matteo Dalla Pozza, titolare di Autouno, analizza per Focus Verona Economia una trasformazione che sta ridisegnando equilibri e scelte dei consumatori.

Il mercato dell’auto non è più quello di cinque anni fa. La transizione energetica, l’aumento dei prezzi e l’arrivo di nuovi player internazionali hanno cambiato radicalmente il panorama dell’automotive. Tra i protagonisti più discussi ci sono i marchi cinesi, capaci in poco tempo di conquistare quote di mercato significative anche a Verona, grazie a una combinazione di tecnologia avanzata, design curato e prezzi competitivi. Abbiamo raggiunto Mattel Dalla Pozza, titolare della concessionaria Autouno di Verona.

Matteo, il mercato delle auto cinesi è davvero in forte crescita?

Sì, è un dato di fatto. Negli ultimi anni abbiamo visto una crescita molto rapida, dovuta principalmente a due fattori: la qualità dei prodotti, che è migliorata in modo evidente, e un prezzo estremamente competitivo. Oggi il cliente non guarda più con diffidenza l’auto “cinese” a prescindere, ma valuta contenuti, dotazioni e rapporto qualità-prezzo.

Quanto conta la tecnologia in questa affermazione?

Conta moltissimo. Queste vetture sono molto avanzate dal punto di vista tecnologico e spesso arrivano sul mercato già full optional. Sistemi di assistenza alla guida, infotainment evoluto, connettività completa: elementi che fino a pochi anni fa erano riservati a segmenti premium oggi sono accessibili a un pubblico molto più ampio.

Anche il design ha fatto un salto di qualità:

Assolutamente sì. Molti non sanno che diversi marchi cinesi hanno centri stile in Europa, anche in Italia, a Torino. Questo fa sì che le auto siano pensate specificamente per il nostro mercato, con linee e proporzioni che incontrano i gusti dei clienti europei. Il design non è più un punto debole, anzi è diventato un fattore di attrazione.

Il prezzo resta comunque un elemento decisivo:

Senza dubbio. A parità di dotazioni, il prezzo rispetto a un’auto europea è spesso molto più competitivo. Questo è un aspetto che le famiglie valutano con grande attenzione, soprattutto in un periodo in cui l’acquisto di un’auto rappresenta un impegno economico importante. Il cliente percepisce di “avere di più” a fronte di una spesa più contenuta.

E sul fronte della sicurezza?

I livelli di sicurezza sono elevati. Parliamo di vetture che ottengono cinque stelle Euro NCAP, quindi rispettano pienamente gli standard europei. Questo è un punto fondamentale per rassicurare chi è ancora indeciso: non si tratta di prodotti di serie B, ma di auto progettate per il nostro mercato e per le nostre normative.

Come cambia il lavoro del concessionario in questo contesto?

Diventa sempre più consulenziale. Il cliente arriva informato, ma spesso confuso da sigle, motorizzazioni e tecnologie. Il nostro compito è spiegare, chiarire le differenze tra elettrico, ibrido e plug-in, capire l’utilizzo reale dell’auto e orientare verso la scelta più adatta. Non basta più vendere un modello: bisogna accompagnare il cliente nella decisione.

Che prospettive vede per il 2026?

Mi aspetto una crescita ulteriore dei marchi asiatici, soprattutto se continueranno a investire in qualità e rete di assistenza. Il mercato si sta globalizzando sempre di più e il consumatore finale ne beneficia, perché ha più scelta e prodotti sempre più completi.

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