Massimo Montresor, presidente Federauto Confcommercio Verona.
Nuova call-to-action

«Il mercato dell’auto è in transizione, ma senza chiarezza e incentivi il cliente resta fermo»

di Matteo Scolari
Tra calo delle immatricolazioni, spinta verso l’elettrico e nuove abitudini di consumo, il settore automotive attraversa una fase delicata. Massimo Montresor, presidente di Federauto Verona e concessionario storico, analizza per Focus Verona Economia numeri, tendenze e criticità di un mercato che sta cambiando pelle.

L’automotive vive una transizione che non è solo tecnologica, ma culturale. A Verona, come nel resto del Paese, l’auto resta un bene essenziale per famiglie e imprese, ma le scelte di acquisto sono sempre più condizionate da incentivi, normative europee e incertezza sulle motorizzazioni future. Il risultato è un mercato che si muove a scatti, alternando rallentamenti e improvvise accelerazioni. Ne abbiamo parlato con Massimo Montresor, presidente Federauto Confcommercio Verona e titolare del concessionario Molin Auto.

Presidente Montresor, come si è chiuso il 2025 per il mercato dell’auto a Verona?

Il 2025 si è chiuso con un calo delle immatricolazioni del 2,1% sul territorio veronese. Un dato che riflette un andamento altalenante durante l’anno. A dicembre, però, abbiamo registrato un +2,5%, grazie soprattutto agli incentivi sull’elettrico, che hanno inciso in modo molto significativo sulle scelte dei clienti.

Gli incentivi hanno davvero fatto la differenza?

Assolutamente sì. Gli incentivi, arrivati fino a 9–11 mila euro, hanno permesso a molte famiglie di fare il salto verso l’elettrico. Nei saloni di Verona c’è stato un forte movimento, con un aumento sensibile delle vendite, in particolare su modelli compatti ed elettrici, che hanno beneficiato delle fasce di incentivo più alte.

Quali motorizzazioni stanno reggendo meglio il mercato?

Il calo più evidente riguarda i motori benzina puri. Cresce invece l’elettrico, ma quasi esclusivamente quando è sostenuto dagli incentivi. La vera colonna portante del mercato resta l’ibrido, soprattutto il full hybrid, che rassicura il cliente perché non cambia radicalmente le abitudini di utilizzo.

C’è ancora confusione tra le diverse tipologie.

Sì, ed è uno dei problemi principali. Oggi esistono mild hybrid, full hybrid, plug-in ed elettrico puro, ma per il cliente medio non è semplice orientarsi. Il mild hybrid si autoricarica e supporta il motore benzina, il plug-in va ricaricato e consente di viaggiare in elettrico per brevi percorrenze, mentre il full hybrid rappresenta spesso il miglior compromesso tra efficienza e semplicità.

L’Europa spinge sull’elettrico: come reagisce il mercato?

L’indicazione europea è chiara, ma il mercato non sempre è pronto a recepirla. Senza un percorso graduale e senza certezze, il rischio è bloccare le decisioni di acquisto. Il cliente ha bisogno di regole stabili e di una visione chiara sul futuro delle motorizzazioni.

Il ruolo del concessionario è cambiato?

Totalmente. Oggi non siamo più solo venditori, ma consulenti. Dobbiamo capire come il cliente usa l’auto, quanti chilometri percorre, se ha possibilità di ricarica, quali sono le sue esigenze familiari e lavorative. Solo così possiamo proporre la soluzione giusta, evitando scelte sbagliate che generano insoddisfazione.

Il mercato dell’usato resta centrale.

Sì, soprattutto dopo il Covid, quando la scarsità di auto nuove ha fatto salire molto i prezzi dell’usato. Ora la situazione si sta normalizzando: le case hanno più stock disponibile e i prezzi dell’usato stanno gradualmente rientrando. Resta però fondamentale offrire veicoli usati ben selezionati e garantiti.

Il diesel è destinato a scomparire?

Sta già scomparendo. Quando arriva un diesel usato recente si vende subito, ma parliamo ormai di una nicchia. Le limitazioni ambientali e i blocchi alla circolazione stanno spingendo il mercato verso altre soluzioni. È un processo lento, ma ormai irreversibile.

Che prospettive vede per il 2026?

Molto dipenderà dalle politiche di incentivo e dalla chiarezza normativa. Se il cliente avrà certezze, il mercato potrà ripartire con maggiore continuità. L’auto resta centrale nella vita delle persone, ma va accompagnata in questa transizione senza creare confusione o paura.

Condividi ora!