PAC e Mercosur, Guarda: «Promesse vuote, il Governo cede su risorse e tutele»
di Matteo Scolari«Il governo Meloni accetta promesse vuote da von der Leyen e cede alla pressione per sbloccare l’accordo UE-Mercosur. Altro che nuove risorse per l’agricoltura: siamo davanti a un’operazione di pura cosmetica politica». È un giudizio netto quello espresso da Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi/ALE, commentando la lettera inviata dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla presidenza del Consiglio UE e alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Il documento è stato discusso oggi nel Consiglio dei ministri dell’Agricoltura dell’Unione.

Nel testo, la Commissione europea fa riferimento a un accesso anticipato fino a 45 miliardi di euro per l’agricoltura rispetto a quanto previsto nel prossimo bilancio pluriennale UE. Una formulazione che, secondo Guarda, rischia di essere fuorviante. «È bene essere chiari: non si tratta di soldi in più. È solo un’anticipazione di risorse già previste dalle proposte per il bilancio 2028-2034», sottolinea l’eurodeputata, ridimensionando la portata dell’annuncio e gli entusiasmi di Fratelli d’Italia, che oggi – attraverso le parole del senatore Luca De Carlo e dell’assessore regionale Dario Bond – hanno alzato toni trionfalistici.
La critica riguarda anche l’assenza di certezze operative. «La formula “fino a 45 miliardi” dice tutto: nessuna garanzia, nessun automatismo», prosegue Guarda, evidenziando come ancora una volta tutto venga rimesso alla discrezionalità degli Stati membri. «Gli agricoltori non ottengono certezze, solo annunci», aggiunge, richiamando le difficoltà che il settore primario sta vivendo in tutta Europa.
Secondo l’eurodeputata dei Verdi/ALE, inoltre, il valore politico della lettera è limitato: «Non siamo davanti a una proposta di legge, ma a indicazioni informali che seguono le proposte ufficiali di luglio scorso». I negoziati sul nuovo Quadro finanziario pluriennale non sono infatti ancora iniziati formalmente e, nei prossimi due anni, «molte cose possono ancora cambiare».

«Spacciare queste lettere per soluzioni strutturali è scorretto», insiste Guarda. «Non vincolano nessuno, non creano diritti, non garantiscono risorse. E soprattutto aggirano il Parlamento europeo, che dovrebbe essere il luogo centrale del confronto democratico su bilancio e priorità politiche». Un passaggio che riporta al centro il tema del ruolo delle istituzioni europee nelle scelte strategiche.
Nel mirino finisce anche il dossier Mercosur. La presa di posizione arriva mentre la Commissione europea tenta di consolidare il sostegno politico all’accordo UE-Mercosur, in vista del voto sulle presunte salvaguardie e della firma formale dell’intesa. «Questa lettera non cambia nulla sul Mercosur: nessuna clausola di reciprocità in più, nessuna protezione reale dalle importazioni come richiesto dagli agricoltori e nessuna risposta ai rischi sanitari e ambientali», afferma Guarda.
«È un gioco di palazzo», conclude l’eurodeputata. «Il Parlamento europeo è escluso, la legittimità democratica è zero e il governo italiano accetta una messa in scena pur di far passare l’accordo senza assumersene la responsabilità politica. L’Italia aveva il potere di fermare tutto. Ha scelto di non usarlo». Una posizione che riaccende il confronto politico su agricoltura, bilancio europeo e commercio internazionale, con ricadute dirette anche per i territori agricoli italiani.
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