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Sanità privata e Rsa, in Veneto oltre 10mila lavoratori verso lo sciopero del 17 aprile

di Matteo Scolari
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl proclamano la mobilitazione: contratti fermi da 8 anni nella sanità privata e da 14 nelle Rsa. Differenziale salariale fino a 500 euro rispetto al pubblico.

Stato di agitazione permanente e mobilitazione generale fino allo sciopero nazionale del 17 aprile. Le segreterie regionali venete di FP CGIL Veneto, CISL FP Veneto e UIL FPL Veneto annunciano la protesta dopo il fallimento del tentativo di conciliazione al Ministero del Lavoro.

Al centro della vertenza il mancato rinnovo dei contratti nazionali della sanità privata e delle Rsa, scaduti da anni. Una situazione che in Veneto riguarda oltre 10mila lavoratrici e lavoratori, con salari fermi a fronte di un costo della vita profondamente cambiato e progressivamente erosi dall’inflazione.

«Non possiamo accettare che le lavoratrici e i lavoratori rimangano schiacciati in un meccanismo perverso dove il rischio d’impresa viene scaricato interamente sulle loro spalle e sulle istituzioni. È inaccettabile che queste aziende continuino a pretendere che sia sempre l’ente pubblico a coprire in toto i costi dei rinnovi contrattuali, anche perché stiamo parlando di enti tutti convenzionati con il SSN e il cui rischio di impresa è inesistente. Questa deresponsabilizzazione ha come conseguenza l’altissimo turnover e la bassa fidelizzazione del personale. Tutti segnali d’allarme che non possiamo ignorare: se non si garantiscono salari dignitosi, regole certe e tutele i professionisti fuggono e a farne le spese è la qualità del servizio offerto ai cittadini» dichiara Marta Casarin,Fp Cgil Veneto.

Secondo i sindacati, il rinnovo è atteso da otto anni per le strutture sanitarie private e addirittura da quattordici anni per le Rsa, con un blocco attribuito all’opposizione delle controparti datoriali Aiop e Aris Comunicato stampa sanità privata. Le organizzazioni chiedono anche alla Regione Veneto di farsi parte attiva, valutando il vincolo dell’accreditamento delle strutture private al rinnovo dei contratti sottoscritti dalle sigle maggiormente rappresentative.

Infermiera un una RSA.
Infermiera un una RSA.

«Svolgono un ruolo essenziale per garantire salute e benessere dei cittadini del Veneto, a maggior ragione alla luce delle difficoltà del sistema sociosanitario. Ciò nonostante, oltre diecimila lavoratrici e lavoratori della sanità privata in Veneto attendono il rinnovo del contratto collettivo di lavoro, da ben 8 anni per le strutture sanitarie propriamente dette e addirittura da 14 anni per le Rsa. Mancati rinnovi dovuti all’opposizione strumentale delle controparti datoriali Aiop e Aris, non più tollerabili. Abbiamo chiesto anche alla Regione Veneto di farsi parte attiva per sbloccare lo stallo, tra l’altro vincolando l’accreditamento delle strutture private al rinnovo dei contratti stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. La convocazione nazionale al Ministero per il 4 marzo è un segnale positivo, ma non sufficiente» afferma Alessandro Peruzzi, Fp Cisl Veneto.

Il differenziale salariale rispetto alla sanità pubblica può arrivare, secondo le sigle, fino a 500 euro mensili a parità di funzioni e responsabilità, con effetti su diritti, professionalità e qualità dell’assistenza Comunicato stampa sanità privata.

«Mentre le associazioni datoriali continuano a bloccare i negoziati e dalle istituzioni non arrivano risposte concrete, il differenziale salariale rispetto alla sanità pubblica arriva fino a 500€ mensili a parità di funzioni e responsabilità. Un dumping contrattuale che erode diritti, mortifica le professionalità e incide direttamente sulla qualità dell’assistenza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il personale lascia il settore, le strutture faticano a rispettare gli standard previsti dagli accreditamenti, cresce il divario tra pubblico e privato. E a pagare non sono solo i lavoratori, ma anche i cittadini. Per questo abbiamo avviato mobilitazioni, azioni legali e richieste di verifica sul possesso e sul mantenimento dei requisiti di accreditamento su tutto il territorio. Chi opera in regime di convenzione con il Servizio sanitario non può farlo comprimendo diritti e salari» sottolinea Francesco Menegazzi, Fpl Uil Veneto.

“Senza rinnovo non c’è cura” è lo slogan che accompagnerà la mobilitazione fino alla manifestazione nazionale di Roma del 17 aprile. La richiesta delle organizzazioni sindacali è chiara: contratti dignitosi, risorse certe e riconoscimento del valore sociale e professionale di chi opera nel settore sociosanitario privato, comparto che in Veneto rappresenta un pilastro complementare al sistema pubblico e che oggi vive una fase di forte tensione.

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