PAC, niente tagli e più risorse: un miliardo in più all’Italia, benefici diretti anche per il Veneto
di Matteo ScolariLa Politica agricola comune non solo evita i tagli annunciati, ma rafforza la propria dotazione finanziaria a favore dell’Italia e delle sue regioni agricole, Veneto in primis. Dalle decisioni assunte a Bruxelles emerge infatti un quadro decisamente più favorevole rispetto alle ipotesi iniziali: la nuova PAC 2028-2034 garantirà al nostro Paese un miliardo di euro in più rispetto alla programmazione 2021-2027, ribaltando una proposta che prevedeva una riduzione del 22% delle risorse.
A rivendicare il risultato è Luca De Carlo, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della IX Commissione Senato. «Grazie all’Italia, e in particolare al lavoro dei ministri Lollobrigida e Fitto, non solo non ci saranno tagli alle risorse della prossima PAC, ma il settore primario nazionale potrà godere di un ulteriore miliardo di euro per continuare il suo cammino verso il produrre di più e meglio», afferma De Carlo, commentando le notizie arrivate dall’Unione Europea. La proposta originaria avrebbe portato all’Italia 31 miliardi di euro, con una perdita di 6,7 miliardi rispetto alla PAC 2021-2027; l’opposizione del Governo guidato da Giorgia Meloni ha invece determinato un cambio di rotta che rafforza il sostegno all’agricoltura nazionale.

Un risultato che viene accolto con grande favore anche a livello regionale. L’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, Dario Bond, sottolinea l’impatto positivo per il territorio: «Esprimo grande soddisfazione per il rafforzamento della Politica agricola comune nel bilancio UE 2028-2034. La scelta della Commissione Europea di dare seguito alle richieste dell’Italia, non solo confermando le risorse della precedente programmazione ma addirittura aumentandole, avrà effetti positivi anche per il Veneto». Bond ringrazia esplicitamente la presidente del Consiglio, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto per un risultato definito «tanto atteso».

Nel merito, l’incremento delle risorse viene letto come una svolta strategica per l’intera filiera. «Il settore agricolo è fondamentale tanto per l’economia italiana quanto per quella della nostra Regione: che torni ad essere protagonista anche delle politiche comunitarie è una buona notizia per tutta la filiera agricola, per i consumatori e per il sistema Paese», conclude l’assessore veneto, richiamando il peso economico e occupazionale dell’agricoltura regionale.
La linea politica seguita dall’Italia viene rivendicata anche come segnale di un cambio di passo europeo. «L’accrescimento delle risorse destinate all’agricoltura è il segnale di un’Europa che riscopre i suoi valori fondanti grazie all’azione politica dell’Italia, Nazione trainante nel contrasto alla revisione al ribasso della PAC», viene sottolineato, evidenziando come il rafforzamento della Politica agricola comune sostenga un percorso di crescita, innovazione e ammodernamento del settore primario.

Per il Veneto, tra le principali regioni agricole d’Italia per valore della produzione e vocazione all’export, la conferma e l’aumento delle risorse PAC rappresentano un fattore chiave di stabilità e sviluppo, in una fase segnata da transizione ecologica, pressione sui costi e competizione internazionale. Un risultato che rafforza le prospettive di investimento e competitività di un comparto centrale per l’economia regionale.
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