Confcommercio Verona, Arena: «La pandemia ha palesato il valore del terziario»

di admin
In occasione del Premio Verona Network, il prestigioso evento organizzato da Verona Network che avrà luogo il 15 luglio a Bosco Chiesanuova, abbiamo intervistato il presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena.

Confcommercio Verona nasce al termine della Seconda Guerra Mondiale, quando un gruppo di commercianti decise che fosse importante una rappresentanza del mondo dell’economia del terziario. Confcommercio Verona si è evoluta in tutti questi anni diventando la prima realtà di rappresentanza settoriale del territorio. Oggi conta circa settemila e 800 associati nel territorio, con un’evoluzione nell’ultimo periodo, essendosi apparentata con la rappresentanza di Mantova soprattutto per coinvolgere ancora di più un territorio come il nostro, che ha stretti rapporti con la Lombardia e con il Lago di Garda.
All’interno di Confcommercio ci sono moltissime realtà economiche: dalla rappresentanza dei trasporti pubblici privati, alla logistica, al commercio, al turismo e ai servizi. Copre una porzione economica ampia ed eterogenea che ha reso Confcommercio Verona una realtà molto operativa sul campo. Sono infatti quasi cento i dipendenti che agiscono tra Verona e Mantova aiutando e guidando tutti gli associati.
In occasione del Premio Verona Network, il prestigioso evento organizzato da Verona Network che avrà luogo il 15 luglio a Bosco Chiesanuova, abbiamo intervistato il presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena.

Il momento storico è stato affrontato lavorando 24 ore su 24, ci racconta Paolo Arena: «Non abbiamo mai chiuso, nel momento pandemico ci siamo immediatamente riorganizzati con lo smart working, ma l’impegno della direzione generale è stato gravoso, sia per gestire le tante notizie di un’“economia di guerra” che ci è piombata addosso improvvisamente. All’interno del nostro sistema abbiamo una società di garanzia, Confiditer, e tramite di essa abbiamo messo in campo una serie di prodotti ai nostri associati per continuare a garantire il supporto e l’aiuto necessario ai nostri associati. Nel periodo pandemico siamo riusciti a erogare garanzie per oltre 25 milioni di euro, un risultato estremamente importante per quanto riguarda la massa economica che gestiamo».
Prosegue: «Abbiamo continuato a fornire formazione e informazione tramite i nostri canali, dando supporto sia psicologico che economico. Confcommercio si è impegnata per far comprendere e concordare con i due governi che si sono succeduti gli aiuti economici che servivano. I numeri del terziario a Verona sono importanti: solo in Camera di Commercio sono 53mila aziende iscritte, e solo per il Comune di Verona le perdite maturate hanno superato i sei miliardi e 300 milioni di euro: il danno economico è stato molto importante per il nostro territorio. Stiamo accompagnando la ripartenza con grande fatica: quello che accade oggi non siamo sicuri che sarà consentito domani. C’è una grande attenzione che riguarda tutti nella responsabilità, sapendo che quello che è oggi è la consuetudine deve diventare un must per i prossimi mesi. Sono convinto che nessuno sappia cosa succederà: stiamo combattendo una situazione complessa. In Confcommercio Verona ci siamo abituati a dare supporto con un “pronto soccorso” molto efficace e a quei reparti che sappiamo essere in difficoltà. Il terziario, rispetto agli altri settori, è quello che ha sofferto maggiormente. La pandemia ha messo a nudo quanto vale il terziario nell’economia. Gli aiuti sono stati adeguati al periodo pandemico, ma c’è ancora tanto da fare».
Tanti i progetti futuri, che guardando anche oltre al territorio e nel lungo termine: «Come Confcommercio abbiamo molti progetti, come siamo abituati nella nostra squadra cerchiamo poi di razionalizzarli. Stiamo lavorando per fornire un’idea di quello che sarà il mondo del domani: è parzialmente vero quando diciamo che niente sarà più come prime. Le microaziende dovranno ristrutturarsi e affrontare il futuro in maniera diversa. Il mondo globalizzato tornerà ad avere relazioni anche con guerre economiche oggi in corso, in tutto il mondo. Quello che succede a Nuova Delhi, Tokyo o Buenos Aires impatta anche il piccolo commerciante locale, perché l’economia che oggi conosciamo è un’economia circolare. Questa è una cosa su cui stiamo puntando con i commercianti e gli imprenditori: li dobbiamo allenare a un modo diverso di fare economia e impresa. La pandemia ci ha insegnato inoltre che esiste un modo nuovo e diverso di fare comunicazione, ovvero il digitale. Quello che prima aveva una valenza relativa, oggi diventa fondamentale».
«Ci sono modi di affrontare il business diversi da quelli tradizionali, e questo costituisce una grande opportunità anche per il piccolo imprenditore. Su questo Confcommercio si è impegnata ad accompagnare nella crescita i propri imprenditori, tramite una formazione più approfondita. Un altro progetto a cui credo molto sono i giovani: gli ultimi anni della mia vita sono stati impegnativi. Nell’ultimo periodo, stiamo disegnando delle fotografie in netta evoluzione: mancano figure altamente specializzate. Molti nostri giovani sono attratti dal mondo della city londinese e dall’estero, ma un Paese come il nostro ha altrettanto da offrire. Noi di Confcommercio vogliamo attirare nel nostro Paese dei nuovi giovani: anche dall’estero devono trovare nell’Italia un territorio appetibile per la crescita professionale e la formazione dei giovani. Il Recovery Plan è una grande opportunità su questo fronte, ma dobbiamo fare squadra».
A motivare Paolo Arena sono molteplici fattori: «L’impegno è molto gravoso, ma mi motiva il gioco di squadra, poter fare qualcosa per gli altri e potersi mettere a servizio. Uno da solo non fa nulla. Se c’è un bravo comandante si riescono ad affrontare tutte le problematiche, ma un comandante senza squadra non può fare nulla. Ognuno ha il proprio ruolo, che può essere interscambiabile, ma se si ama la propria squadra, il proprio territorio e il proprio lavoro si può costantemente migliorare. In Confcommercio c’è una squadra eccezionale di persone molto motivate e dove siamo tutti concentrati a raggiungere degli obiettivi che ci poniamo in un piano imprenditoriale per far sì che il lavoro di pochi trasferito a tanti possa dare qualcosa di straordinario».

Condividi ora!