Autonomia Regione Veneto, di quali soldi si parla?
di adminUn approccio semplicistico e una scarsa conoscenza dei complessi meccanismi della contabilità pubblica e sottesi alla formazione del bilancio dello Stato, ma anche di quelli relativi al processo in corso di acquisizione dell’autonomia differenziata, in attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, hanno indotto un quotidiano veneto a pubblicare oggi una serie di dati privi di reale riscontro e gravi inesattezze sul Piano finanziario.
E’ infatti del tutto fuorviante estrapolare dai dati complessivi riferiti alla spesa dello Stato nel territorio veneto, per quantificare le risorse che si riferiscono al processo autonomistico andando per esclusione, una volta sottratti, per macro settori, i finanziamenti che “dovrebbero” rimanere in ambito statale (con un procedimento “al contrario”).
Non è questo che è stato stabilito nell’Accordo preliminare sottoscritto il 28 febbraio scorso, non è di questo di cui si sta parlando nell’ambito del confronto attualmente in atto con il Governo.
Oltre alla necessaria e propedeutica individuazione delle competenze che andranno riconosciute al Veneto, dovranno infatti essere determinate le risorse da attribuire a livello territoriale per l’esercizio di tali competenze.
A tale proposito, Stato e Regione hanno già convenuto che la quantificazione basata sulla “spesa storica” costituirà soltanto un primo step, destinato ad essere superato mediante l’individuazione di parametri diversi.
Anche con riferimento alla spesa storica, peraltro, dovranno essere considerati tutta una serie di dati ed informazioni attualmente in possesso dei singoli Ministeri, mediante un percorso di condivisione e confronto che la Regione richiede da tempo. Si stanno infatti attendendo i dati dai Ministeri competenti, con asseverazione della Ragioneria Generale dello Stato. Una vera e propria due diligence.
A titolo esemplificativo, si tratta di:
1) stanziamenti di bilancio annualità pregresse;
2) previsioni di budget previste nei documenti previsionali programmatici di bilancio statali.
Inoltre dovranno essere tenute in debito conto le necessarie informazioni in conto residui e partite contabili relative ad annualità pregresse, certificazioni sullo stato di eventuali contenziosi in essere, certificazioni su eventuali passività potenziali, debiti fuori bilancio ed altre partite contabili straordinarie.
Sarà necessario altresì acquisire per il passaggio di competenze un preliminare stato di consistenza sui contratti in essere (forniture, manutenzioni, ma anche contratti di lavoro: si pensi infatti al personale scolastico) e sul patrimonio di beni mobili e immobili (si pensi allo stato di consistenza del patrimonio edilizio scolastico e più in generale sul fronte infrastrutturale del Veneto).
Le compartecipazioni ai tributi erariali, infine, dovranno garantire servizi e investimenti, soprattutto secondo il modello organizzativo differenziato che ciascuna regione può richiedere e come per l’appunto intende fare il Veneto per garantire servizi e investimenti adeguati ai propri cittadini ed imprese (si pensi anche alla partita relativa al lavoro, con strumenti adeguati all’attuale fase contingente che sta attraversando il nostro Paese e in particolare la nostra Regione).
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