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Lavoro, il Veneto rallenta: nel 2025 meno crescita ma Verona resta tra le province più dinamiche

di Matteo Scolari
Il report “Sestante” di Veneto Lavoro segnala un raffreddamento dopo il boom post-pandemia. Tengono industria e servizi, ma cala la domanda di lavoro.

Si attenua la crescita del mercato del lavoro in Veneto dopo la forte espansione degli anni post-pandemia. È quanto emerge dal “Sestante” di Veneto Lavoro, il report di riferimento per l’analisi congiunturale regionale, che fotografa un 2025 ancora positivo ma in evidente rallentamento, con Verona tra i territori che continuano a sostenere l’occupazione.

Il bilancio complessivo del lavoro dipendente si chiude con +20.300 posizioni, in calo rispetto alle +34.000 del 2024, a causa soprattutto della flessione della domanda di lavoro, scesa a 840.000 assunzioni (-2%), a fronte di cessazioni sostanzialmente stabili. A pesare è in particolare il quarto trimestre, che registra un saldo fortemente negativo di -52.000 posizioni.

Il rallentamento interessa quasi tutte le categorie, con l’eccezione degli uomini e dei lavoratori senior, mentre sul fronte contrattuale si osserva una frenata dei rapporti a tempo indeterminato e un saldo negativo più marcato per quelli a termine e in apprendistato. Torna invece positivo il lavoro in somministrazione.

Dal punto di vista territoriale, Verona chiude il 2025 con un saldo positivo di +3.800 posti di lavoro, confermandosi tra le province più dinamiche del Veneto, anche se con un risultato meno brillante rispetto al 2024. Una dinamica comune anche ad altri territori come Padova, Treviso e Venezia, dove il rallentamento è legato soprattutto alla riduzione delle assunzioni.

A livello settoriale, il quadro appare differenziato. L’industria mantiene un saldo positivo (+3.100), pur in lieve calo, con segnali di ripresa nel metalmeccanico, mentre soffrono alcuni comparti del made in Italy. Il terziario resta il principale motore occupazionale (+16.700), ma registra un rallentamento nei servizi turistici, nel commercio al dettaglio e nella logistica. In negativo invece l’agricoltura (-640), penalizzata dall’aumento delle cessazioni.

Nel complesso, secondo i dati Istat, il Veneto conta 2,2 milioni di occupati nel quarto trimestre 2025, con un tasso di occupazione al 59,3% e una disoccupazione al 4,4%, livelli che confermano la solidità del mercato regionale, pur in un contesto di crescita più moderata.

Il rallentamento occupazionale si inserisce in uno scenario economico più ampio caratterizzato da incertezza internazionale, domanda estera debole e investimenti in frenata. Anche in Veneto, dove il PIL è previsto in crescita dello 0,5%, la manifattura risente dell’instabilità, pur mantenendo una sostanziale tenuta.

Per Verona, il dato positivo sull’occupazione conferma la resilienza del tessuto economico locale, ma evidenzia al tempo stesso la necessità di affrontare una fase più complessa, in cui la capacità di attrarre investimenti e sostenere la domanda di lavoro sarà determinante per mantenere il trend di crescita.

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