Pmi venete, tra digitale e green: i risultati del progetto PID
di RedazioneLa “Twin Transition” non è solo una questione di macchinari, ma una trasformazione strategica che tocca il cuore delle piccole imprese. I risultati del progetto “PID Veneto” mostrano un cambio di passo per 175 pmi della regione, capaci di integrare digitalizzazione e sostenibilità.
Il programma, finanziato dalle Camere di Commercio e dalla Regione, ha visto la collaborazione scientifica degli atenei di Verona, Padova e Venezia. Durante l’evento conclusivo al Museo M9 di Mestre, è emerso un dato significativo: le aziende coinvolte hanno registrato un aumento delle competenze tecnologiche e un miglioramento del 10-15% in quelle organizzative.
Innovazione e intelligenza artificiale
Le storie di successo spaziano dalla metalmeccanica al turismo. C’è chi ha sviluppato soluzioni digitali per preventivi personalizzati e chi, nel settore ricettivo, ha creato un “cicerone” basato sull’intelligenza artificiale per suggerire esperienze ai turisti.
«Queti percorsi hanno permesso ai partecipanti di ripensare processi e modelli di business» ha dichiarato Antonio Santocono, presidente di Unioncamere del Veneto. «Si è creata una community che coinvolge Camere di Commercio, università, formatori e imprese».
Anche la Rettrice dell’Università Ca’ Foscari, Tiziana Lippiello, ha sottolineato il valore della collaborazione: «È stato un processo di co-creazione basato su ascolto e applicazione concreta».
Lo stato della digitalizzazione in Veneto
I dati di giugno 2025 fotografano una regione in movimento. Il 54% delle imprese intervistate ha adottato tecnologie digitali, quota che sale al 79% per le realtà con oltre 50 addetti. La Cybersecurity e i servizi Cloud sono in cima agli investimenti, mentre l’intelligenza artificiale è vista come una priorità per i prossimi tre anni dal 38% del campione.
Sul fronte ambientale, il 39% delle pmi investe in sostenibilità. Tuttavia, solo il 32% di queste integra già il digitale con il “green”, realizzando la vera doppia transizione. Per chi è ancora indietro, le barriere principali restano di natura economica e psicologica.
Il volume “Viaggiatori nella complessità”
L’esperienza del progetto è stata raccolta nel libro “Viaggiatori nella complessità”, curato dalle ricercatrici Alessia Zoppelletto (Università di Verona), Eleonora Di Maria (Padova) e Cinzia Colapinto (Venezia). Il volume non è solo un resoconto, ma una mappa per orientarsi tra innovazione e sostenibilità, raccontando come il cambiamento nasca dall’incontro tra tecnologie e persone.
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