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Ferrovie dello Stato: l’utile torna positivo a 30 milioni, ricavi a 17,3 miliardi e 18 di investimenti

di Matteo Scolari
Il Gruppo FS chiude l’esercizio con tutti gli indicatori in miglioramento rispetto al 2024. Spinta del PNRR, crescita dei servizi e forte impegno su infrastrutture e sostenibilità. Centrale anche il ruolo occupazionale con oltre 8.500 assunzioni.

Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane archivia il 2025 con un deciso miglioramento dei risultati economico-finanziari e con numeri record sul fronte dei ricavi e degli investimenti. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025, evidenziando un utile netto tornato positivo a 30 milioni di euro, dopo la perdita di 208 milioni registrata nel 2024, e ricavi operativi pari a 17,3 miliardi di euro (+4%), i più alti di sempre .

L’AD di Ferrovie dello Stato, Stefano Antonio Donnarumma

A sostenere la crescita è anche l’incremento della redditività operativa, con un EBITDA a circa 2,4 miliardi di euro (+6%) e un EBIT a 350 milioni (+2%), a conferma della solidità del modello industriale del gruppo in una fase caratterizzata da forti investimenti e trasformazioni .

Sul fronte industriale, il 2025 segna un risultato storico anche per gli investimenti, che raggiungono 18,3 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 17,6 miliardi del 2024, con circa 16 miliardi legati al PNRR e il raggiungimento di tutte le milestone europee previste . Un dato che conferma il ruolo centrale del gruppo nello sviluppo infrastrutturale del Paese, con il 98% degli investimenti realizzati in Italia e una forte concentrazione sulle infrastrutture ferroviarie.

«Il 2025 segna un passaggio significativo nel percorso di crescita del Gruppo – con oltre 18 miliardi di euro di investimenti tecnici, il livello più alto mai raggiunto, ricavi operativi saliti a 17,3 miliardi di euro, in crescita, e un utile netto tornato positivo a 30 milioni di euro. Un risultato particolarmente rilevante che conferma la solidità del nostro modello industriale anche in una fase di massima accelerazione degli investimenti e di profonda trasformazione del Gruppo» ha sottolineato l’amministratore delegato e direttore generale Stefano Antonio Donnarumma.

L'AD, Stefano Antonio Donnarumma.
L’AD, Stefano Antonio Donnarumma.

Il miglioramento dei risultati è trainato in particolare dalla crescita dei ricavi da servizi di trasporto, che raggiungono 9,2 miliardi di euro, con un incremento di 483 milioni rispetto al 2024, grazie all’espansione sia in ambito nazionale sia internazionale. Positivo anche il contributo dei servizi infrastrutturali, che salgono a 5,1 miliardi di euro (+10%), sostenuti dall’intensificazione dei lavori sulla rete .

Parallelamente, il gruppo ha mantenuto una struttura finanziaria solida, con una posizione finanziaria netta pari a 12,8 miliardi di euro, in miglioramento di 0,7 miliardi rispetto all’anno precedente, e un patrimonio netto stabile a circa 41,8 miliardi di euro .

Tra le principali leve industriali prosegue il rinnovo della flotta Trenitalia, lo sviluppo della piattaforma logistica integrata FS Logistix e il completamento del sistema ERTMS sulla rete ferroviaria, elementi chiave per l’efficientamento e la modernizzazione del sistema di mobilità nazionale.

Significativo anche l’impatto occupazionale: nel 2025 il Gruppo FS ha effettuato 8.515 nuove assunzioni, portando l’organico complessivo a oltre 96.800 persone, confermandosi una delle principali realtà industriali del Paese .

In ambito sostenibilità, prosegue il percorso verso gli obiettivi Net Zero, con una riduzione delle emissioni a 1,87 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente (-15% rispetto al 2024) e un incremento della quota di investimenti ecosostenibili, che supera l’89% del totale .

Nel complesso, il bilancio 2025 evidenzia un gruppo in forte evoluzione, capace di coniugare crescita economica, sviluppo infrastrutturale e sostenibilità, rafforzando il proprio ruolo strategico nel sistema Paese. Un percorso che interessa direttamente anche il Nordest e il territorio veneto, coinvolti nei principali corridoi infrastrutturali e nei progetti di alta velocità, a partire dalla direttrice Brescia-Verona-Vicenza-Padova, elemento chiave per la competitività e la mobilità dell’area.

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