Terziario motore del Veneto: quasi 580mila addetti. A Verona oltre 23mila imprese attive
di Matteo ScolariIl terziario si conferma spina dorsale dell’economia veneta, con numeri che ne attestano il ruolo centrale nel sistema produttivo regionale. È quanto emerge dal nuovo Report Demografia d’impresa 2026 realizzato da Confcommercio Veneto in collaborazione con Unioncamere del Veneto, che evidenzia un comparto in continua trasformazione, capace di coniugare radicamento territoriale e modelli organizzativi sempre più strutturati.
In Veneto il terziario conta 119.385 sedi d’impresa, pari al 29% del totale regionale, con 411.390 addetti. A queste si affianca una rete articolata di 50.077 unità locali e filiali, che impiegano 166.635 lavoratori, portando il totale a circa 160mila luoghi di lavoro e quasi 580mila addetti. Un sistema capillare, in cui circa il 70% delle imprese ha origine e presenza diretta sul territorio, ma che vede al contempo una crescente diffusione di strutture organizzative centralizzate, spesso con sedi decisionali fuori provincia.
All’interno di questo quadro, Verona si conferma una delle principali province del Veneto per peso e struttura del terziario di mercato. Sul territorio scaligero si contano infatti 23.276 sedi d’impresa attive, con 65.906 addetti, a cui si aggiungono 6.898 unità locali dipendenti, capaci di generare oltre 20.400 occupati. Numeri che testimoniano il ruolo strategico della provincia nell’economia regionale, sia per dimensione sia per articolazione del tessuto imprenditoriale.
Il report mette in luce anche la doppia anima del settore: da un lato una forte presenza di imprese individuali, che rappresentano il 56% delle sedi e caratterizzano soprattutto il commercio al dettaglio e l’intermediazione immobiliare; dall’altro la crescita delle società di capitali, che pur essendo circa una su quattro, garantiscono quasi la metà dell’occupazione complessiva, confermandosi asse portante in termini di stabilità economica.

«In sintesi il terziario veneto si sta muovendo a due diverse velocità. Comparti come l’alloggio e i trasporti hanno adottato modelli societari più strutturati per sostenere nuovi investimenti e crescita, mentre il piccolo commercio e la ristorazione rimangono legati a una dimensione più tradizionale. In conclusione, se l’identità visiva del terziario regionale è ancora fortemente legata al piccolo imprenditore locale, la stabilità economica e la maggior parte degli stipendi dipendono da realtà societarie più ampie e organizzate, che coordinano le proprie attività su scala extra-provinciale» spiega il presidente di Confcommercio Veneto, Patrizio Bertin.
Una trasformazione che riflette anche i cambiamenti in atto nei modelli di consumo e nelle dinamiche economiche, come sottolinea il presidente di Unioncamere del Veneto, Antonio Santocono: «Il terziario si conferma un pilastro imprescindibile per il sistema Veneto, che rappresenta quasi il 30% del tessuto imprenditoriale regionale e svolge un ruolo essenziale nel sostenere la competitività del territorio. Negli ultimi anni il settore è cambiato molto, con una crescita dei servizi più avanzati e legati alla tecnologia e l’irrobustimento delle imprese più grandi e organizzate, favorendo una maggiore collaborazione tra i servizi e le attività produttive. Il rafforzamento del settore passa attraverso l’innovazione, la digitalizzazione e la capacità di adattarsi ai nuovi modelli di consumo, elementi indispensabili per garantire una crescita equilibrata e sostenibile dell’economia regionale».

Un’evoluzione che interessa da vicino anche Verona, dove la presenza diffusa di imprese del terziario, affiancata da una rete significativa di unità locali, evidenzia una struttura economica solida ma in trasformazione, chiamata a confrontarsi con le sfide dell’innovazione, della digitalizzazione e della crescente integrazione tra servizi e sistema produttivo. In questo contesto, il terziario si conferma non solo un settore chiave per l’occupazione, ma anche un fattore determinante per la competitività e lo sviluppo futuro del territorio veronese e veneto.
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