Et fiat lux Špela Volčič A cura di Anna Volpe

di admin
GALLERIA FUORI LE MURA, 7 aprile - 19 maggio 2017 Inaugurazione: 7 aprile 2017 ore 18:30 Musica: Tommaso Castiglioni- vibrafono Testi critici: Anna Volpe, Irene Rossini

La galleria Fuori le Mura è lieta di ospitare il progetto ET FIAT LUX dell’artistaŠpela Volčič. Per la prima volta a Verona, l’artista propone un nuovo momento evolutivo del suo percorso artistico con una mostra personale che è la sintesi delle ricerche più recenti.
Il progetto ha come protagonista una figura ricorrente dell’immaginario di Volčič: il fiore artificiale, il fiore riprodotto che cristallizza e immortala ciò che in natura è l’effimero per eccellenza. Soggetto unico di queste fotografie, è rappresentato doppiamente nel suo essere riproduzione (imitazione del reale) ed essere riprodotto (in quanto a sua volta soggetto della rappresentazione fotografica) in un’imitazione reiterata che ne rafforza l’eternità. Ogni singola opera è la sintesi di un mirato lavoro di costruzione della composizione dell’immagine e delle fasi tecniche del processo produttivo della fotografia analogica tradizionale: le immagini in questo caso sono realizzate con il banco ottico, per ottenere l’assoluta nitidezza di ogni dettaglio della materia fotografata. Il tecnicismo compositivo e all’opposto la modestia del materiale sintetico dei fiori, che è tipico della produzione seriale di largo consumo, rimangono celati dietro un’ambiguità che confonde e inganna lo spettatore: ci s’illude di trovarsi di fronte alla rappresentazione di un reale bouquet di fiori di cui emerge tutta la delicatezza e l’eleganza tipica delle nature morte della pittura barocca fiamminga. Quest’inganno viene enfatizzato nell’istallazione di stampe lenticolari che creano e simulano l’animazione dei fiori nel momento del loro sbocciare in gioco di sovrapposizioni di immagini che stupisce e diverte lo spettatore.
La produzione della serie di composizioni di fiori è caratterizzata da una ricerca meticolosa e analitica in cui la luce gioca il ruolo preponderante. Le lumeggiature d’ispirazione barocca che evidenziano i punti luce, mantengono la loro vena malinconica e drammatica, ma assumono in alcune opere una dimensione più leggera, più ludica e dinamica grazie all’inserimento di tocchi di luce ottenuti sia manipolando la pellicola fotografica durante le fasi dello sviluppo, che collegando fasci di luci elettriche nella grande installazione scultoreo-fotografica. Quest’opera acquisisce dinamismo e tridimensionalità grazie all’inserimento di lampade neon che sono collegate a un generatore Tesla. Il meccanismo elettrico che la anima non è celato, ma diventa parte integrante della composizione. Il set fotografico, significativo momento della creazione, diventa l’oggetto stesso della rappresentazione in un’opera in cui fotografia e scultura si fondono: il meccanismo come l’allestimento diventano l’opera stessa.
ET FIAX LUX è così il risultato, è il punto di arrivo di un preciso momento dell’evoluzione del percorso artistico diŠpela Volčič: un tempo in cui la luce si concretizza in una vera e propria esperienza visiva nella ambivalenza costante dei contrasti; una luce che è viva, che si anima, una luce che crea immagini, indirizzata e guidata dalla mano dell’artista. 

SPELA VOLCIC
Dopo aver intrapreso gli studi di fotografia a Ljubljana, nel 2004 si trasferisce a Milano dove consegue il Diploma in Tecniche e Linguaggi del Progetto Fotografico Contemporaneo presso CFP Riccardo Bauer. Nel 2011 vince una borsa di studio assegnata dal Ministero della Cultura Slovena che le permette di proseguire gli studi presso l’Università IUAV di Venezia, dove consegue la Laurea in Arti Visive nel 2013. Nel 2014 ottiene un atelier d’artista presso la Fondazione Bevilacqua la Masa a Venezia e successivamente viene selezionata per un’esperienza di residenza presso VIR – Viafarini DOCVA a Milano. Dal 2016 è ufficialmente registrata come libera professionista presso il Ministero della Cultura Slovena. Dopo anni di esperienze fuori porta ha deciso di ritornare al suo paese d’origine dove oggi risiede e lavora: si è costruita uno studio dove

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