Venezia: il presidente Luca Zaia dice “No alle due Italie nei voti. Così danneggiamo i nostri ragazzi”. Rivedere il sistema di valutazione nelle scuole.
di adminParla chiaro il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel suo comunicato del 12 agosto 2016, sulle due diverse valutazioni, che vengono fatte, circa la preparazione finale dei giovani del Nord Est, al termine delle scuole superiori. Ad un apprezzamento molto positivo, proveniente addirittura dall’OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, Pisa, corrisponde, una valutazione, molto modesta – all’ottavo posto, nelle statistiche dei “cento e lode”, alla maturità. Riproduciamo, di seguito, il comunicato citato, perché merita d’essere esaminato con attenzione e perché contiene l’invito al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, a prendere misure atte a riequilibrare i metodi, creatori di dette valutazioni. “E’ evidente che c’è qualcosa che non funziona, nella scuola italiana e nei suoi sistemi di valutazione, se i ragazzi del Nordest, in testa alle classifiche Ocse e Invalsi per preparazione, poi risultano all’ottavo posto nelle statistiche dei ‘cento e lode’ alla maturità. Questo rappresenta un problema per la credibilità della scuola italiana, ma soprattutto una penalizzazione inaccettabile per i nostri ragazzi e il loro futuro”. Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, alla luce dei risultati scolastici degli studenti italiani, diffusi ieri dal ministero dell’Istruzione, solleva il problema delle modalità di valutazione degli studenti nelle scuole italiane. “Alla luce delle comparazioni tra Regioni sugli esiti degli esami di Stato, appaiono evidenti disparità inspiegabili – osserva Zaia –, fioccano i cento e lode, nelle classi delle province del Sud, nonostante la preparazione degli studenti certificata dalle prove “Invalsi”, nelle scuole del Sud del Paese, negli ultimi sei anni, sia costantemente sotto la media italiana. Viceversa, gli studenti del Veneto, che risultano i migliori per le competenze in matematica, secondo i valutatori Ocse-Pisa, si sono classificati ai primi posti in Italia, nelle prove “Invalsi” 2016, alla maturità, ottengono appena un terzo dei ‘cento e lode’ della Campania, un quarto della Puglia, la metà della Sicilia e del Lazio. Delle due l’una: o i test non funzionano o c’è qualche lassismo di troppo negli esaminatori”. “Questo scarto fa male alla scuola e al Paese, ma soprattutto penalizza i ragazzi del Nordest e le loro famiglie – prosegue Zaia. Il punteggio della maturità condiziona l’accesso all’università, la graduatoria nei concorsi pubblici e le chances di collocamento, oltre che la possibilità di accedere alle agevolazioni per il diritto allo studio. Mi rivolgo al ministro per l’Istruzione, Stefania Giannini, perché non possiamo permetterci di deludere e penalizzare i nostri ragazzi, che rischiano di vedersi scavalcare da coetanei meno preparati, ma con voti in pagella più generosi”. “Signor ministro – è l’appello-proposta del presidente Zaia a Stefania Giannini – convochi al più presto una commissione ministeriale di esperti, riattivi sistemi di verifica su campioni omogenei di scuole e di studenti, e rimetta allo studio modalità di valutazione rigorose e imparziali per l’esame di stato: gli strumenti e le possibilità per intervenire ci sono, e sono note. Ma concentriamoci quanto prima su questa emergenza: la scuola dei divari e del lassismo è una beffa amara per i migliori, uno spreco per il Paese e un’offesa per chi crede nella ‘buona’ scuola”. Una “buona scuola”, che è buona se è di qualità, ma che dimostra tale qualità, nel caso in esame, anche con l’applicazione di metodi di valutazione uguali in tutto il Paese. Così come il presidente Zaia giustamente chiede.
Pierantonio Braggio
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