VINO E DIRITTI IMPIANTO. MANZATO: SI RESPIRA FINO AL 2020
di adminIl regime delle autorizzazioni di reimpianto e di nuovo impianto entrerà in vigore dal 1 gennaio 2016. Nel frattempo il Consiglio dei Ministri, con lo stesso provvedimento, ha adottato disposizioni per regolamentare il passaggio dei diritti (ancora da utilizzare al 31 dicembre 2015) alle nuove autorizzazioni. In particolare gli agricoltori dovranno chiedere la conversione dei loro diritti prima della scadenza di validità del titolo e comunque entro la data massima del 31 dicembre 2020.
Deroga adottata secondo le disposizioni facoltative previste dalla normativa comunitaria che esonera quindi il Paese dall’adempimento immediato del nuovo sistema, consentendo maggior respiro ai viticoltori per realizzare i loro impianti di viti.
“Alle Regioni – ha affermato Manzato – compete il ruolo di controllore la regolarità delle transazioni dei diritti d’impianto, verificando che tutto avvenga in modo coerente alla normativa e vigilando sulla validità del titolo”.
Le autorizzazioni di nuovo impianto e di reimpianto dei vigneti sostituiranno, dal 1 gennaio 2016, il vigente sistema dei diritti d’impianto, che consente tra l’altro la compravendita diretta dei diritti di reimpianto tra i singoli viticoltori. Il nuovo sistema è il risultato di una lunga e difficile trattativa tra Bruxelles da un lato e le Amministrazioni ed i produttori delle principali aree viticole europee.
Il percorso è iniziato nel 2011 e in questi giorni il Parlamento europeo sta adottando l’atto di delega e la Commissione a breve formalizzerà le disposizioni attuative, sulle quali comunque è ancora in corso il confronto con gli Stati membri. In questo contesto rimangono comunque aperte certe questioni legate alle decisioni della Commissione europea e del Parlamento europeo, tra le quali l’individuazione dell’organismo a cui competerà la distribuzione delle autorizzazioni per i nuovi impianti dei vigneti.
“Il Veneto propone di non centralizzare questo incarico a livello nazionale, bensì di gestire la procedura a livello regionale così come prevede la nostra Costituzione”, ha affermato l’assessore, ritenendo ciò coerente al principio di sussidiarietà più volte ribadito dall’UE. “Il Veneto non può certamente avvallare un sistema che non difende le peculiarità del territorio – ha concluso Manzato –, un sistema che non sia in grado di cogliere le specificità, creando imbarazzo tra Regioni che vedono vanificati gli sforzi e le iniziative sinora realizzate nell’unico intento di tutelare e promuovere un bene di proprietà degli operatori del territorio”.
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