LOTTA A CONTRAFFAZIONE. ASSESSORE DONAZZAN E PRESIDENTE UNIONCAMERE ZILIO AL CHINA INGROSS A PADOVA

di admin
DONAZZAN: “LA PRIMA BATTAGLIA DA FARE E’ CULTURALE: MI APPELLO A SENSO RESPONSABILITA’ CONSUMATORI E COMMERCIANTI: COMPRIAMO ITALIANO PER DIFENDERE POSTI LAVORO, AZIENDE, E NOSTRA SALUTE” “La prima battaglia da fare nella lotta alla contraffazione e all’illegalità è culturale. Mi appello a tutti i veneti, consumatori e commercianti: compriamo italiano, soprattutto in questo periodo di…

Donazzan ha ricordato che la Regione Veneto, recentemente, ha sottoscritto un protocollo d’intesa con le Prefetture (e quindi con le forze dell’ordine) e con Unioncamere “che pone tra le emergenze legate alla sicurezza la priorità della lotta alla contraffazione e instaura un importante coordinamento operativo in capo alle Prefettura per un efficace contrasto al fenomeno. Che è ormai dilagante – ha detto – preoccupante sotto gli aspetti del lavoro, perché con la contraffazione si perdono molti posti di lavoro, dell’economia, perché collassano molte aziende, e non ultimo per la sicurezza e la salute di adulti e bambini. Il protocollo è il primo in Italia, ed è stato seguito con attenzione dal Ministero degli Interni con l’intenzione di replicarlo in altre regioni”.
Successivamente l’Assessore regionale è intervenuta in Camera di Commercio alla presentazione del rapporto di Unioncamere Veneto su “I cinesi in veneto. Una stima dei costi economici tra contraffazione e criminalità”.
Secondo lo studio la contraffazione in Veneto rappresenta un giro economico nascosto di circa 430 milioni di euro (pari allo 0,3% del Pil regionale) che se fosse legale creerebbe sui 10 mila posti di lavoro a tempo pieno. 113 milioni di euro mancano all’appello della contabilità delle famiglie cinesi se si tiene conto che sono 9500 nel Veneto. Infatti ogni anno una famiglia cinese media tra tasse consumi e rimesse spende circa 32 mila euro a fronte di entrate da lavoro ‘ufficiali’ di poco meno di 18 mila euro. Il disavanzo è di quasi 14 mila euro a famiglia per un totale di 113 milioni di euro.
“Una vera piovra che sta mettendo in seria difficoltà – ha detto Zilio – non solo il commercio legale ma la stessa economia italiana con miliardi di euro drenati a favore di un paese straniero. Un sistema che purtroppo gode di coperture che evidentemente sono politiche, economiche ma anche culturali”.

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