Istituzione della Festa della Famiglia naturale

di admin
L’Assessore Elena Donazzan riferisce quanto segue. Il Consiglio Regionale del Veneto, con deliberazione n. 92 del 14 ottobre 2014, ha approvato una mozione, primo firmatario il consigliere Arianna Lazzarini, che impegna la Giunta regionale ad individuare una data per la celebrazione della “Festa della Famiglia Naturale”, promuovendone contestualmente la valorizzazione dei principi culturali, educativi e…

Il dibattito sul concetto di “Famiglia” non è certamente nuovo ed ha coinvolto una pluralità di soggetti in diversi tempi e momenti storici tanto che pensatori come Hegel – che vedeva la famiglia come primo momento di eticità cioè di condivisione oggettiva di valori morali comuni – fino ai Costituenti, in particolare all’art 29 della Costituzione “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” hanno definito chiaramente i contorni del problema, ma ha subito una forte accelerazione negli ultimi mesi, anche per effetto di alcune iniziative assunte da taluni Sindaci, di riconoscere e trascrivere all’anagrafe i matrimoni omosessuali contratti all’estero.
La circostanza ha contribuito a rivitalizzare un presunto fronte libertario che da anni, come ricordato dalla deliberazione del Consiglio Regionale, tenta di destrutturare la Famiglia naturale. Ed infatti si sono moltiplicate le iniziative volte a riformare il nostro ordinamento giuridico per garantire alle coppie di fatto diritti che talvolta neppure le famiglie naturali posseggono; parte del sistema scuola, facendo riferimento al documento standard europeo sull’educazione sessuale, ha introdotto percorsi formativi su questi contenuti perfino nelle scuole del primo ciclo, in presunta sintonia ad una ideologia mondialista che verrebbe a cancellare la storia, la cultura, l’etica, l’identità dei popoli europei, attraverso un percorso di spersonalizzazione e omologazione che passa anche per queste tematiche.
Si sono voluti cogliere gli aspetti maggiormente utili alla teoria delle tante tipologie “delle famiglie” e non “della famiglia” piegandoli ad un progetto destrutturante piuttosto che cogliere quanto già affermato dalla risoluzione ONU in favore della “famiglia naturale” o dalle numerosissime posizioni espresse anche dai documenti cattolici come le Encicliche Humanae vitae di Paolo VI (che ha messo in luce l’intimo legame tra amore coniugale e generazione della vita), Deus Caritas est di Benedetto XVI, sul tema dell’amore tra uomo e donna, fino all’ultima di Papa Francesco “Lumen fidei “ e il recentissimo documento sul tema del Sinodo dei Vescovi.
In questo quadro, al contrario, pare opportuno che la famiglia naturale, come contestualizzata dalla Costituzione stessa nella nostra realtà socio-culturale senza mutuare e richiamare a giustificazione di talune posizioni altri contesti appartenenti a culture lontanissime e/o di altri tempi, debba essere sostenuta e difesa.
Di certo nessuno vuole negare il rispetto che si deve alla persona in quanto tale, a prescindere dal suo orientamento sessuale, ma nello stesso tempo non sono condivisibili gli attacchi portati dall’esaltazione dell’ideologia gender e le proposte legislative, che rappresentano sconcertanti tentativi di manipolazione dell’individuo.
Indebolendo e alterando il concetto di matrimonio, inoltre, si potrebbe mettere in discussione l’intero sistema di protezione e promozione della famiglia. Anche la richiesta di modifica ad esempio dei termini “padre” e “madre”, specifici della famiglia tradizionale, sostituendoli con i più generici “genitore 1” e “genitore 2”, sta quasi ad indicare che la maternità e la paternità non abbiano più nulla a che vedere con i generi e con il modello educativo.
Riteniamo invece che è nella famiglia naturale che la persona non solo viene generata, ma progressivamente viene introdotta, mediante l’educazione, nella comunità umana.
La famiglia, dunque, come dimostra anche il “terzo rapporto sulla Famiglia in Italia”, possiede una rilevanza pubblica, è una istituzione che svolge una funzione sociale, individuabile nella mediazione tra singolo e collettività, tra individuo e società.
Nella stessa ottica, riteniamo che il documento Standard per l’educazione sessuale in Europa debba essere respinto, non condividendone tout court i contenuti, così come espressamente richiesto al punto 2) della già citata deliberazione del Consiglio regionale chiedendone “la non applicazione” da parte del Governo.
Tale documento di fatto espropria la famiglia – ambito privilegiato e naturale di educazione – del compito di formazione, disconoscendo che la stessa famiglia rappresenta l’ambiente più idoneo ad assolvere l’obbligo di assicurare una graduale educazione, in maniera prudente ed armonica .
Va ricordato inoltre che il documento si porrebbe in violazione di un diritto fondamentale riconosciuto, garantito e tutelato dall’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che attribuisce ai genitori il diritto di priorità nella scelta di educazione da impartire ai propri figli.
Infine esso si porrebbe in violazione dell’art. 30 della Costituzione italiana che garantisce e tutela il diritto dei genitori ad educare i propri figli.
Sono queste le ragioni per le quali la Giunta regionale del Veneto, raccogliendo e condividendo il contenuto e il dispositivo della mozione approvata dal Consiglio Regionale con delibera n. 92 del 14 ottobre 2014, ritiene di attivarsi con gli strumenti a propria disposizione per contrastare l’efficacia del documento standard per l’educazione sessuale.
Si propone inoltre di individuare l’ultimo giorno di scuola precedente la pausa natalizia di ogni anno quale data per rinnovare nelle coscienze di tutti il valore della Famiglia naturale, unico ed insostituibile nucleo esiziale per lo sviluppo e la crescita del Paese e per il suo benessere economico, sociale e culturale.
Una celebrazione che, promuovendo i valori che appartengono alla nostra cultura, intende coinvolgere le Istituzioni locali, le associazioni, gli insegnanti, gli studenti e le famiglie.
Il riferimento alla cultura cristiana naturalmente, non va interpretata in una prospettiva confessionale, ma nella consapevolezza che si tratta di valori umani e naturali, che, quindi, possono essere difesi da tutti, laici o cattolici essi siano.
Si evidenzia che il provvedimento, ai sensi dell’art. 12 della L.R. 1/2011, non comporta alcun impegno di spesa.

Il relatore conclude la propria relazione e propone all’approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.

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