Vino e carne valorizzano il territorio.
di adminOrganizzato da Ugo Brusaporco, amante del bello, delle tradizioni e della vera cultura, si è tenuto, il 7 dicembre 2013, un incontro amichevole, diretto a dare risalto al rispetto dell’ambiente e dello straordinario paesaggio veronese, questa volta, della zona di Montecchia di Crosara, nonché ai migliori prodotti della campagna. Accompagnava la riunione il suono delizioso della cetra di Diane Peters. Ha ospitato il numeroso gruppo la cantina Sandro De Bruno di Montecchia, località Pergola di Terrossa di Roncà, Verona. Una cantina, aperta nel lontano 2002, ma realmente attiva solo da qualche anno più tardi, avendo dovuto anzitutto mettere a dimora nuove viti sulla collina-monte Calvarina, oggi vulcano spento, il cui terroir conferisce particolare sapore ai vini, che ne derivano. Si ritiene che tale terreno, a circa 650 metri d’altezza sul livello del mare, conti – segnala il direttore della cantina Sandro Tasoniero – fra i pochi più alti a vite della provincia di Verona. La De Bruno, grazie alla fecondità del suolo di circa 13 ettari, produce Soave, Durello, Pinot nero e Sauvignon bianco, per circa 80/90 mila bottiglie l’anno, richiesto essendo il prodotto soprattutto negli Stati Uniti, in Svezia, Norvegia e Giappone, sino da quando le prime bottiglie uscirono nel 2007 – info@sandrodebruno.it. Una novità importante, rivelata dal direttore Tasoniero: i vini bianchi non si deteriorano nel breve, come sinora ritenuto, ma rimangono vivi sino ad otto anni…
Una dettagliata degustazione di ottima carne di Lessinia – a cura di Davide da Vi – è stata resa possibile dall’Azienda Agricola Mario Marogna di Grezzana, Verona, la quale, sorta 23 anni orsono, è la continuazione di una, precedente di famiglia. Essa cura, oggi, 40 vacche da latte, tenute per la massima parte dell’anno in stalla, 50 mucche destinate alla rimonta, ossia, al rinnovo della stalla, e 10 capi, destinati esclusivamente alla produzione di carne, e tutto l’anno a stabulazione libera, ossia, tenuti all’aperto, a garanzia della qualità della carne che ne deriva, consacrata, in quantità modesta, all’uso familiare o alla vendita ad amici o a altri interessati. Quanto ai vitelli, questi, anche per rispetto della natura, sono lasciati con le proprie madri, per circa nove mesi, ossia, fino a quando essi non necessitano più del diretto contatto con le fattrici. Le quali, con i vitelli, pascolano costantemente, giorno e notte, in ogni stagione, nei prati delle colline di Grezzana e di Sant’Anna d’Alfaedo. Quello della produzione diretta di carne è il tentativo di Mario, in parte forzato, di sostituire con tale attività, quella della produzione, poco remunerativa, di latte. Il tutto, comunque, è per Mario Marogna determinante, non solo per ottenere di che vivere, ma anche per l’intento di creare animazione nel territorio collinare e montano d’intorno, che “in tal modo trovano una loro adatta valorizzazione, senza rimanere abbandonati a se stessi” – mario.marogna@libero.it.
Un’iniziativa, quindi, d’alta didattica dell’ambiente, mirante a condurre il consumatore a conoscere de visu il suolo del prodotto enogastronomico – in estate, con visite nel campo – perché solo in tale modo è possibile gustare a fondo e nel modo più completo – lo sanno bene Michael Benson e Maurizio Grassi – i prodotti del territorio e, in generale, dell’agricoltura. E anche ciò, accanto alla storia, alla tradizione ed alla poesia, è grande cultura, della quale il mondo d’oggi ha grande bisogno.
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