AMMORTIZZATORI IN DEROGA
di adminPer il 2103 le risorse stanziate non sono sufficienti a garantire il pagamento delle domande di mobilità in deroga. Secondo le previsioni della Regione servono ulteriori 80 milioni di euro.
Per il prossimo anno il Governo ha previsto nella legge di stabilità 600 milioni di euro a cui va aggiunto il miliardo di euro già stanziato dalla Legge 92/2012. Sono stanziamenti assolutamente inadeguati, in considerazione della spesa del 2013 e della caduta occupazionale che secondo molti analisti e centri studi non darà tregua nemmeno nel 2014.
Invece di affrontare e risolvere il problema il Governo lo aggrava con la bozza di decreto che il Ministro del lavoro Giovannini ha presentato ieri alle Regioni, senza averlo discusso e condiviso con le parti sociali.
“L’accesso alla cassa in deroga verrebbe pesantemente ridimensionato nel 2014 e nel biennio successivo, riducendone la durata massima e introducendo criteri molto restrittivi. Anche la mobilità in deroga sarebbe fortemente ridotta.”
Le ricadute in Veneto di questi provvedimenti sarebbero disastrose.
Nel solo 2013 i lavoratori e le lavoratrici coinvolti nelle richieste di Cig in deroga saranno oltre 70mila e si può stimare che un terzo di loro si verrebbero a trovare, nel corso del 2014, senza la possibilità di continuare a utilizzare l’ammortizzatore sociale.
Se il decreto non sarà modificato, si ridurranno gli strumenti di tenuta occupazionale nell’intero sistema produttivo e di tutela e sostegno al reddito dei lavoratori, in particolare di quelli con contratti a termine, che in questi ultimi anni rappresentano la maggioranza delle assunzioni.
L’insufficienza dei finanziamenti e la drastica limitazione prevista nel decreto, possono portare nel giro di pochi mesi a qualche migliaio in più di licenziamenti, senza nessuna certezza di ripresa del lavoro e dell’economia.
Anche per la mobilità in deroga (12 mila domande circa nel 2013), che in Veneto è destinata a coloro che non hanno diritto ad altro sostegno al reddito e, in misura minore, a chi ha terminato la disoccupazione, con durate tra i 4 e 8 mesi, si prevedono forti limitazioni e riduzioni.
Il Governo e il Ministero del lavoro con questo provvedimento, ridimensionerebbero di oltre un terzo il fabbisogno economico per gli ammortizzatori in deroga per il prossimo anno. La necessità del Governo di controllare il flusso finanziario è comprensibile, ma non è accettabile un taglio così netto che si riverserà su lavoratori e lavoratrici che perderanno il posto di lavoro, con la magra prospettiva di pochi mesi di ulteriore sostegno al reddito.
chiediamo al governo di bloccare il decreto e di convocare immediatamente le parti sociali per ridiscutere l’intero provvedimento, tenendo anche in considerazione che dopo 5 anni di accordi regionali, (diversi tra di loro, perché la struttura produttiva nel nostro paese è diversificata) non si può con un colpo di spugna cancellare tutto questo. e per di più il provvedimento, annunciato fin dallo scorso aprile, arriva alla fine dell’anno, con gli accordi regionali in scadenza il prossimo 31 dicembre. più che un provvedimento sembra un ricatto!
Cgil Cisl Uil chiedono ai Parlamentari del Veneto e alla Regione di mettere in atto ogni iniziativa istituzionale per modificare il decreto e garantire la completa copertura del 2013 e il rifinanziamento adeguato per il 2014 degli ammortizzatori in deroga.
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