ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: OPPORTUNITÀ PER L’OCCUPAZIONE DEI GIOVANI

di admin
227.886 studenti, 3.177 scuole, 77.991 strutture ospitanti: sono i numeri più aggiornati dell’alternanza scuola-lavoro presentati oggi a JOB&Orienta inaugurato stamattina alla Fiera di Verona (in programma fino a sabato 23) all’interno del convegno “L’Alternanza scuola-lavoro …un’opportunità per l’occupazione dei giovani”.

Dati raccolti dall’ultimo monitoraggio dell’Istituto nazionale di Documentazione, innovazione e Ricerca educativa (Indire) su incarico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che segnalano – nonostante le risorse in calo (dai 26 milioni di euro dello scorso anno si è passati a soli 20 milioni di finanziamento per l’anno scolastico in corso) – un trend senz’altro positivo.

L’alternanza scuola-lavoro è una metodologia di insegnamento innovativo rivolta agli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età: i numeri ne confermano l’efficacia sia per i ragazzi, come strumento di orientamento, sia per le scuole, come opportunità di collegamento diretto con le filiere economico-produttive dei territori. Nell’anno scolastico 2012-2013 il 45,6% delle scuole secondarie di secondo grado (3.177 su 6.972) ha attivato percorsi di questo tipo: di queste, il 44,4% sono istituti professionali, il 34,2% tecnici, il 20% licei, l’1,5% altri istituti.
I 227.886 studenti coinvolti sono pari all’8,7% della popolazione studentesca contro il 7,5% dell’anno precedente, evidenziando un aumento del 20,3%; per la maggior parte si tratta di iscritti agli istituti professionali (65,5%), a seguire studenti degli istituti tecnici (24,3%) e dei licei (9,5%). Numeri in crescita (+19,2%) anche per quanto riguarda le strutture ospitanti, tra imprese, studi professionali, enti della pubblica amministrazione, associazioni di categoria, sindacati, scuole e asili, centri per l’impiego, onlus e associazioni di volontariato, centri studi: 77.991 in tutto, di cui il 58,2% (45.365) sono imprese. Per queste, i settori produttivi maggiormente rappresentati sono quelli legati alle “attività dei servizi alloggio e ristorazione” (il 29,4% del totale), seguono le “attività manifatturiere” (20,7%), “altre attività di servizi” (13,7%), e le “attività professionali, scientifiche e tecniche” (10,9%).
Degli 11.600 percorsi totali di alternanza (erano 9.791 nell’a.s. 2011-2012), una netta maggioranza, ossia il 67,1% (7.783), sono stati realizzati negli istituti professionali e di questi 6.043 nelle classi quarta e quinta; 2.556 (il 22%) negli istituti tecnici, 903 (7,8%) nei licei e 86 (0,7%) in altri istituti; particolarmente significativo l’aumento del 41,8% dei percorsi ASL nei licei, che storicamente hanno sempre avuto minore “familiarità” rispetto allo strumento.

Ai buoni risultati complessivi, però, fanno da contraltare le numerose discrepanze tra le diverse esperienze territoriali, anche in termini di quantità: a fronte dei 5.814 percorsi ASL realizzati nelle regioni del Nord (2.573 nella sola Lombardia), infatti, se ne contano meno della metà al Sud (2.069). «È necessario ripensare azioni e strumenti di ASL unitari, ad esempio fissando per ciascun percorso un numero minimo di ore (oggi sono mediamente solo 120): insomma serve un modello organizzativo comune, che dia a tutti – in termini di territori, scuole, ragazzi – le medesime opportunità» evidenzia ANTONELLA ZUCCARO, ricercatrice del settore scuola lavoro di Indire.

Centrata sulla didattica laboratoriale, l’alternanza scuola-lavoro mira a incentivare l’apprendimento e lo sviluppo esperienziale attivo, per fornire agli studenti, oltre alle conoscenze di base, competenze spendibili nel mercato del lavoro: dal problem solving alla capacità di orientarsi affrontando situazioni reali. È quanto emerso anche dal racconto, fatto dagli stessi studenti coinvolti, hanno fatto di cinque buone prassi di ASL presentate al convegno e realizzate in altrettante scuole italiane (per i dettagli sui progetti cfr. scheda allegata).

In Veneto nell’ultimo anno scolastico 2012-2013 sono stati coinvolti in percorsi di alternanza scuola-lavoro 19.172 studenti, 4.359 in più rispetto all’anno precedente: 10.423 maschi e 8.749 femmine, che complessivamente rappresentano il 9,6% della popolazione studentesca regionale.
992 i percorsi di alternanza realizzati (per un totale di 113.061 ore), di cui 30 svoltisi in modalità IFS-Impresa formativa simulata – soprattutto negli istituti tecnici (15) e in quelli professionali (11) -, e 521 della durata di più di 100 ore. Considerato il totale delle 962 esperienze rimanenti, la maggioranza – 650, ossia il 67,6% del totale – si sono svolte negli istituti professionali; seguono quelli negli istituti tecnici, il 21,1%, e nei licei, con una percentuale ferma al 6,1%. Gli istituti che hanno realizzato percorsi di ASL sono stati in tutto 168, ossia l’83% del totale delle scuole venete secondarie di secondo grado; di questi il 46,4% sono IIS-Istituti d’istruzione superiore, il 22% istituti tecnici, il 14,3% istituti professionali, l’11,3% licei (per il restante 6% si tratta di istituti di “altri ordini di studio”).
Anche per la nostra regione sono in maggioranza le aziende ad accogliere gli studenti in alternanza scuola-lavoro: sulle 8.467 strutture ospitanti, infatti, 5.000 (il 59%) sono imprese, prevalentemente del settore manifatturiero (1.482) e della ristorazione/alberghiero (1.019).
Dati provincia di Verona. Ben 25 delle 31 scuole secondarie di secondo grado presenti nel Veronese hanno realizzato percorsi di ASL. Sul totale dei 160 percorsi realizzati, 15 si sono svolti in forma di IFS-Impresa formativa simulata. Gli studenti coinvolti sono stati in tutto 2.994: 1.563 maschi e 1.431 femmine. (Dati Indire, su elaborazione dell’Ufficio scolastico regionale per il Veneto).

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