Ottavio Cacioppo: Storie parallele. Un un libro sull’emigrazione veneta a Latina ed in Brasile e sulla diffusione nelle due Terre dell’Actinidia chinensis (kiwi).

di admin
Un grande amico dei veneti, Ottavio Cacioppo, noto dottore agronomo di Latina, costatata la grande capacità costruttiva, la costanza e la tenacia dei veneti emigrati – latori di un forte messaggio e di nuova visione delle cose, nelle terre in cui si sono insediati – non ha potuto fare a meno di descrivere dettagliatamente quanto…

Ne è risultato un volume di 233 pagine, Storie parallele, Arma ed., Borgo Bainsizza. Buona parte del lavoro è dedicata, con numerosissime fotografie, ad una pianta fruttifera eccezionale, l’Actinidia chinesis o kiwi, perché coltivata dai veneti sia di Latina, che di Brasile, e della quale il dott. Cacioppo, per quanto riguarda la sua diffusione in Italia, è da decenni profondo studioso e attivo promotore. Il volume è uscito nel 2012, ma è stato presentato in Italia solo il 31 ottobre 2013, più precisamente a Verona, nella Sala Rossa della Provincia, alla presenza dell’assessore all’agricoltura Luigi Frigotto e di Gianni Tacconi, ricercatore dell’Ente CRA di Fiorenzuola d’Adda, Piacenza, in quanto l’Autore ha voluto riservare l’opera in anteprima ai veneti di Brasile.
L’emigrazione fu dovuta alla misera vita – privazioni e malattie – che i contadini veneti conducevano nelle loro campagne. Da tale doloroso fenomeno, è sorto un vero e proprio gemellaggio fra Latina e la brasiliana città di Farroupilha – nello Stato di Rio Grande do Sul, zona nord, con capitale Porto Alegre – la quale, mentre conta oggi 60.000 abitanti, è stata fondata nel 1934 da veneti colà emigrati, come Nuova Vicenza, i quali, al lavoro già dal 1884, seppero colonizzare terre impervie e foreste, trasformandole in feconde aree e fiorenti città e dando grande impulso alla civilizzazione ed all’economia locale. In Italia, nell’Agro pontino, i veneti realizzarono il prosciugamento, in precedenza inutilmente tentato, persino dai tempi di Cesare, delle note e pericolose paludi (basandosi su progetti di Leonardo da Vinci) e crearono, nel 1932, la città di Littoria, ora, Latina. Come già accennato, l’Autore del libro in esame, quale agronomo ed interessato a diverse colture ed in particolare a quella dell’actinidia, che egli aveva diffuso in Italia sino dal 1971, ebbe a stendere un studio su tale pianta da frutto, studio che apparve a Lisbona, nel 1989, in lingua portoghese, con il titolo O Cultivo do Quivi, la coltivazione del kiwi. Il lavoro fu ovviamente letto anche in Brasile e i veneti di Porto Alegre, dove, guarda caso, la temperatura ed il clima sono perfettamente adatti alla coltivazione del kiwi, ne iniziarono la coltivazione, diventandone i primi produttori nel Paese sudamericano. Sicché, Cacioppo, oltre che ad essere i padre del kiwi in Italia, lo è anche in Brasile, dove egli è noto sia per tale coltivazione, sia, appunto, per l’affetto che lo lega ai veneti di Brasile e a quelli, come abbiamo visto, di Latina, la sua terra, nella quale essi hanno lavorato e tuttora lavorano.
Quanto all’actinidia chinensis, essa non è di provenienza neozelandese – come si è finalmente saputo, durante la presentazione del volume in trattazione – ma completamente cinese. Fu, infatti, il neozelandese James L. McGregor, che, nel 1906, portò dalla valle dello Yangtze dei semi di kiwi o, in cinese, Qi Wei Guo, al pure neozelandese A. Allison. Il quale, seguiti i semi in Nuova Zelanda, ne ottenne i primi frutti nel 1910. Alla straordinaria bacca cinese fu dato il nome del noto uccello, simbolo della Nuova Zelanda, il “kiwi”. Oggi, l’Italia è uno dei maggiori produttori di kiwi nel mondo, con oltre 400.000 tonnellate, delle quali 55, provengono da Veneto.
Il volume Storie parallele di Ottavio Cacioppo costituisce, dunque, sia un grande resoconto storico dell’emigrazione, particolarmente veneta, nel Lazio ed in Brasile, con i suoi alti contributi di genialità e d’impegno, sia uno studio particolarmente approfondito sull’actinidia chinensis, atto a conoscere ogni dettaglio sulla speciale bacca esotica, che, caratteristica delle liane de llo Yan Tze Jian, si produce oggi anche anche in Europa.

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