Un 6 Pf. “Adolf Hitler” falsificato da una stamperia da campo americana in Italia.
di adminLa nota ditta tedesca, Hermann E. Sieger di Feldkirch, Austria, propone nel suo catalogo di vendita ‘Siegerpost’ 405/2013 un francobollo da 6 Reichspfennig, marrone, raffigurante la testa di Adolf Hitler, volto verso destra. Il pezzo fa parte d’una lunga serie ordinaria, tutta riportante la stessa vignetta ed uscita fra il 1941 ed il 1944, per un totale di 25 valori. I quali furono emessi in fogli e in libretti o carnets. Un 6 Reichspfennig verde è apparso anche su un intero postale commemorativo del 1942. Il detto 6 Reichspfennig, o centesimi del Reich, nel suo originale, è di colore viola, mentre è noto sotto la definizione “falso di propaganda” o anche “falso di guerra”, un 6 Reichspfennig marrone, in quanto lo stesso fu prodotto nell’autunno 1944 da una tipografia da campo americana a Roma. Con esso, furono affrancate false lettere, con indirizzi non esistenti, il cui 6 Reichspfennig fu annullato – scrive la Sieger – con i timbri, pure falsificati, degli uffici postali di Vienna 8 (l’Austria era stata inglobata da Hitler nella cosiddetta Grande Germania, nel 1938) o di Hannover 1, Germania. Tali lettere vennero lanciate dagli aerei americani sul territorio del Reich a scopo propagandistico, per indurre la popolazione tedesca a non dare più ascolto ai satrapi nazisti. Scrive ancora il catalogo-offerta – il falso, che si presenta tale anche in fatto di dentellatura, è regolarmente registrato nel catalogo specializzato ‘Germania’ al numero 15, è valutato 60-€ ed è in vendita a 34,50-€ – che probabilmente è stato mandato ufficialmente a Berlino un sacco completo delle citate lettere affrancate con i francobolli falsificati.
Un fatto curioso, in merito all’emissione ordinaria “Hitler” in parola, è che l’onesto Führer aveva incassato milioni, quale ricavo dai diritti dovutigli, per avere permesso la riproduzione del suo importante volto sui francobolli (del proprio Stato). Nota: quando Hitler si tolse la vita – 30 aprile 1945 – il suo conto presentava una giacenza di 10.000.000 di Reichsmark, pari a circa 34.000.000 di euro d’oggi.
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