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Ristoratori e produttori a convegno a Verona. L’incontro concentrato su temi d’attualità, di turismo e d’approvvigionamento.

di admin
I tempi cambiano e si rinnovano i flussi turistici, i quali portano con sé usi, tradizioni e culture, di cui l’ospitalità italiana deve tenere dovuto conto, dato che il turismo è un bene straordinario, specie per l’Italia, che crea lavoro e ricchezza.

Il turismo è in continua espansione, con visitatori oggi provenienti soprattutto da Cina, Giappone, India e Russia, riguarda il 10% dell’economia mondiale e crea, nel globo, 340 milioni di posti di lavoro. Se, poi, 8 su 10 turisti, prima di mettersi in viaggio, si informano attraverso internet su permanenze ed hotels, massimo spazio essi riservano all’Italia in fatto di gastronomia, che essi considerano ineguagliabile, mentre essenziale e determinante, è un’abbondante prima colazione d’alta qualità. Non solo, ormai – parlando di Hotel – il turista d’oggi, da qualsiasi parte egli provenga, riconosce reputazione all’esercizio che propone ottimo “food & beverage”, i quali stanno al primo posto, nonché relazione e comunicazione, ottimo servizio, comfort, palestra, piscina, ecc. Per tutto questo, occorre navigata managerialità e perfetta preparazione del personale, accompagnate dalla conoscenza delle lingue, nonché massima visione delle diverse colture dei paesi di provenienza, sia dal punto di vista dei cibi, che da quello dei relativi usi e costumi. Molti vengono in Italia per la nostra straordinaria cucina, come detto, ma si dà, talvolta, il caso di ospiti di religione mussulmana o ebraica, che, spesso, non possono giustamente rinunciare a norme ben precise, circa la macellazione e la preparazione dei cibi, che, “certificate”, sono denominate rispettivamente “Ĥalāl” e “Kosher”: due fattori da tenere bene presenti – anche con l’aiuto, per esempio – di un rabbino, in fatto di “Kosher” – pur non dimenticando l’unicità delle nostre più diversificate preparazioni. Molte delle quali, già assai spesso, per i loro contenuti bene corrispondono alle esigenze citate. Comunque, anche nei casi segnalati, importante è andare sempre incontro al cliente, con personale adatto, bene formato, non dimenticando che Expo 2015 attirerà clientela, che ritornando nella propria terra, dovrà dirsi soddisfatta dell’accoglienza italiana.
In materia di preparazione del personale, l’AIFBM – Associazione Italiana Food & Beverage Manager, ha accortamente stretto un accordo con la Suola di Cucina Italiana ALMA di Colorno, Parma, internazionalmente attiva da dieci anni e nota per i suoi corsi e, quindi, masters di “manager per la ristorazione”. ALMA sta ora istruendo 1300 studenti da 20 Paesi in fatto di cucina, di pasticceria e di creazione di sommelier, non trascurando la gestione e la comunicazione sul vino. Un nuovo corso, che sta avendo molto successo, riguarda la ristorazione collettiva, ossia, destinata a mense ed altro, www.alama.scuolacucina.it. I dirigenti di AIFBM si sono detti soddisfatti dell’accordo, perché in esso costituisce un validissimo supporto alle esigenze dell’ospitalità attuale.
Il convegno, uno di tre road shows previsti, è stato organizzato presso l’Hotel Due Torri, Verona, il 30 settembre scorso, dalla diffusissima Rivista Locali Top – bar, ristorazione, ospitalità di Milano, tel. 02 669 16 92, è stato presentato dal presidente di AIFBM, Severino Dellea – che ha proposto l’innovativa creazione anche di ristoranti ed hotels belle époque – e dal giornalista Alessandro Gecchi Paone. Hanno portato le loro importanti esperienze i managers degli hotels Bauer ed Hilton di Venezia, Versilia di Lido di Camaiore e della catena ATA Hotels, i cui contributi, frutto d’alta esperienza, sono stati accolti con massimo interesse, quali inviti a sempre maggiore managerialità e qualità, per il migliore nome dell’ospitalità italiana.
Hanno descritto i loro prodotti – durante la loro presentazione è stata sottolineata la necessità che venga superato il concetto materialistico di fornitore e di acquirente, instaurando invece relazioni amichevoli nell’interesse reciproco, avendo bisogno l’uno dell’altro – le ditte Biscardi, Bonfuelle, Calvisius, cateringross, Martini & Rossi, Mazzetti Altavilla, meiko, G. Menabrea e Figli, Mezzacorona, natfood, Nestlé-Caffè, Rancilo-Egro-Caffè, Ricci-Caffè e Ursa Major. Ogni azienda ha illustrato dettagliatamente il propro prodotto, nella certezza di contribuire ad essere d’aiuto ai ristoratori, nel comune interesse, mirante al meglio dell’ospitalità, da offrire al cliente ed al turista.
Un ottimo convegno di studio, di trasmissione d’idee e di esperienze, all’insegna del progresso e del moderno, quindi, basato su particolareggiata informazione e su voluta costruttività, anche nell’interesse dell’economia del Paese.

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