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TORNA IL PREMIO DI FILATELIA SACRA. E’ INTITOLATO ALL’ARCANGELO SAN GABFIELE

di admin
Torna, ed è la trentunesima volta, il Premio internazionale di filatelia religiosa “San Gabriele”. Il riconoscimento, intitolato al nome dell’Arcangelo che portò a Maria l’annuncio che il Signore l’aveva prescelta per diventare la madre del Salvatore, viene assegnato a quei francobolli con immagini d’autore che abbiano contribuito a diffondere il messaggio cristiano.

Già da qualche giorno il collegio giudicante, che si è avvalso del contributo di esperti del settore nonché quello del cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna e di monsignor Luigi Bressan, arcivescovo di Trento, ha ultimato i propri lavori. Che verranno resi noti alle 11 di domenica 29 settembre al Museo Fioroni di Legnago. In palio la placchetta, a firma di Enrico Manfrini, “lo scultore dei Papi”, raffigurante una poetica “Annunciazione”.
Fin dalla loro apparizione i francobolli, oltre a garantire il trasporto e il recapito della corrispondenza presentavano, attraverso l’immagine, una sorta di valore aggiunto. Una comunicazione nella comunicazione. All’inizio si trattava di ritratti dei sovrani – infatti il famoso soldo nero di Gran Bretagna del 1840 mostra l’immagine della regina Vittoria – oppure stemmi dei Signori di turno. Successivamente cominciarono a far capolino, fino ad avere il sopravvento sulle illustrazioni istituzionali, immagini le più diverse. Non poche delle quali ispirate a temi sacri che grazie al dentello postale venivano amplificati.
“Ed è proprio per incoraggiare queste emissioni e al tempo stesso premiare le produzioni a tema religioso che – ricorda il senatore Gianni Fontana, presidente del Premio – che il “San Gabriele”.
All’evento si sono unite anche Poste Italiane che, sempre al Museo Fioroni, domenica aprono un ufficio di posta distaccato dal quale è possibile spedire lettere e cartoline sulle quali verrà stampigliato l’annullo, in uso solamente nella giornata di domenica, illustrato con “L’Annunciazione” di Guido Veroi, che prima della sua scomparsa avvenuta lo scorso gennaio a Roma, ha voluto mettere a disposizione comitato organizzatore del Premio. L’opera più conosciuta di Veroi, anche se certo non la più impegnativa, è certamente rappresentata dalla famosa moneta d’argento da 500 lire con le Caravelle di Colombo, che nella versione “prova” con le bandierine rovesciate vale un occhio della testa, e che nella edizione che sul finire degli anni Cinquanta tintinnò nei portafogli degli italiani, segnò un periodo particolarmente felice per la nostra economia.

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