Il coro “La Parete” fa conoscere Verona in Austria.

di admin
Apprezzatissimi, davanti al Tettuccio d’oro (1420) di Innsbruck e nella Chiesa di Goetzens, i canti magistralmente presentati.

Grazie alla fattiva collaborazione dell’Ente Turismo innsbruckense, www.innsbruck.info, particolarmente nella persona dell’ottimo direttore Hermann Weiskopf, il noto veronese coro “La Parete” ha avuto l’onore di esibirsi nel centro città della Capitale del Tirolo e nel Santuario, dall’interno eccezionale in rococò, della cittadina di Goetzens – dedicato ai santi Pietro e Paolo e noto anche per i suoi ricchi dipinti, i suoi stucchi e per la magnifica acustica. Un grande soffio di veronesità ha attirato l’attenzione di molti, di turisti e di fedeli, che, in grande numero, hanno, poi, voluto conoscere la provenienza del coro stesso. Molte sono state le fotografie scattate.
Se la collaborazione di Innsbruck Tourismus è stata essenziale e precisa, hanno contribuito alla riuscita delle esibizioni la passione e la tenacia del maestro Sergio Mazzi, l’alta preparazione del coro stesso, la guida del presidente Danilo Storchi e l’incoraggiamento determinante di Mario Cozza. I tre fattori citati hanno fatto sì che Innsbruck e Goetzens abbiano potuto venire a sapere come a Verona, oltre che nella grande Arena, la musica sia all’ordine del giorno, quale espressione dell’animo e motivo di collaborazione anche con l’estero, non avendo musica e canto nulla, che impedisca loro di farsi comprendere, ben al di là di ogni limitazione geografica.
Ci piace segnalare che le canzoni presentate davanti al Goldenes Dachl o Tettuccio d’oro avevano i seguenti titoli: A Bardolino, Der lustige Alpenzeller, il Testamento del Capitano, La Montanara, Stelutis alpinis, Tante putèle bèle, Vuoi Tu venire in ‘Mèrica? e Viva l’Amor… Temi sentiti, per un motivo o per l’altro, dagli ascoltatori presenti, sia perché il titolo d’ogni canzone era stato presentato in lingua, sia perché alcuni titoli sono già notissimi, come “La montanara”, spesso cantata nei vari Stadl serali d’Austria e di Germania. “La Parete”, durante il viaggio, ha avuto il “piacere” di fare “piacere” ad altri con i suoi canti anche in altri punti cittadini.
L’escursione nella Stadt der Alpen, Città delle Alpi – come in Tirolo Innsbruck è denominata – ha dato modo ai partecipanti al viaggio di conoscere de visu molte particolarità austriache, come i famosi “Gasthoefe” (birrerie con alloggio), come il “Lizumerhof”, di Axams Lizum, che, situato a 1600 m sul livello del mare, ha permesso di godere di una vista eccezionale, che dal prato conduce lo sguardo, abituato al cemento, verso gigantesche e imponenti cime rocciose, che toccano il cielo. Nessuno ha potuto fare a meno di percorrere un minimo di strada in salita, accompagnato dal fresco fruscio di un ruscello, dalle acque trasparentissime e cristalline, nonché dalla piacevole e, forse, mai udita, campana delle mucche di razza pezzata rossa al pascolo, anche notturno… Cosa che ha dato motivo a Paolo Ugo Braggio, di spiegare dettagli sulla natura, sulla sua precisione e sulla sua bellezza, su piante e sui bovini stessi… Ecco: il canto, che è già alta cultura, dicevamo – nel nostro caso, espressione di notevoli sentimenti e di fatti – ha dato l’occasione ad unire ancora di più Veneto e Tirolo, in un intreccio di relazioni, rafforzatrici della comprensione fra genti di regioni diverse, di creare fratellanza e cultura… Cultura allargata anche ad un’opportuna segnalazione storica, venuta dal parroco del Santuario di Goetzens, Michael Wilhelm. Egli, espresso vivo apprezzamento per i canti liturgici de “La Parete”, ha segnalato come, sotto l’altare maggiore della basilica, giaccia l’urna con le ceneri del sacerdote Otto Neururer, che ospite forzato d’un campo di concentramento nazista, vi fu torturato a morte dai satrapi di Hitler. Neururer, parroco di Goetzens, richiesto di un parere da una giovane parrocchiana, nel 1938, sull’opportunità di sposare un uomo delle SA, poi, SS, si sentì in dovere di dare parere negativo. L’uomo SS si vendicò, denunciando il parroco alla Gestapo: Otto fu portato a Buchenwald e giustiziato…
Il canto, “La Parete”, cultura: elementi collegati fra loro e creatori di musica, di elevazione e di unione, perché motivo di conoscenza, di apprendimento e d’incontro, questa volta, realizzatisi fra il verde e fra le eterne e silenti montagne, cui La Montanara, eseguita su richiesta due volte, ci ha fatto ripetutamente pensare… Elementi, che vanno considerati grandi fatti, creatori di serenità e – cari Danilo, Hermann, Mario, Paolo e Sergio – di miglioramento dell’uomo e, quindi, della vita. L’hanno confermavano, attraverso l’espressione dei loro visi coloro, che godevano, attenti, ascoltando il Vostro canto!

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