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Sicurezza sul lavoro, Verona resta maglia nera in Veneto: crescono gli infortuni nel 2026

di Matteo Scolari
CGIL Verona lancia l’allarme sui dati Inail e rafforza la formazione su appalti e sfruttamento. Presentato un manuale operativo per le vertenze sindacali.

Verona si conferma anche nel 2026 la provincia veneta con la più alta incidenza di infortuni sul lavoro, un dato che riaccende i riflettori su un’emergenza strutturale che continua a pesare sul tessuto economico e sociale del territorio. Secondo le ultime rilevazioni Inail aggiornate a febbraio, nei primi due mesi dell’anno si contano 2.120 infortuni non mortali, in aumento rispetto ai 2.102 dello stesso periodo del 2025, un dato che mantiene Verona davanti a Padova, ferma a 2.111 casi. Ancora più preoccupante il fronte degli incidenti mortali: tre decessi registrati nella provincia scaligera contro i due di Padova, su un totale regionale di otto.

Numeri che, secondo la CGIL Verona, confermano una tendenza ormai consolidata e preoccupante, che richiede interventi strutturali e una maggiore attenzione pubblica. «Come Cgil continuiamo a stigmatizzare il silenzio assordante che accompagna questo stillicidio quotidiano e spesso mortale. Ma non ce ne stiamo con le mani in mano» afferma Raffaello Fasoli, segretario della CGIL di Verona.

Il sindacato ha infatti promosso proprio in questi giorni un momento di confronto al Teatro Nuovo di San Michele, coinvolgendo delegati, delegate e Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls), con l’obiettivo di approfondire i temi degli appalti, dello sfruttamento e del caporalato, fenomeni sempre più intrecciati con il tema degli infortuni. Durante l’incontro è stato presentato il nuovo Manuale per le Vertenze, una guida pratica pensata per supportare sindacaliste e sindacalisti nel riconoscere e contrastare situazioni di irregolarità, in particolare nei casi di falsi appalti e sfruttamento lavorativo.

«Proprio stamattina abbiamo riunito al Teatro Nuovo di San Michele delegati, delegate e Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls) avviando un confronto su appalti, sfruttamento e caporalato. Insieme abbiamo presentato e discusso il nuovo Manuale per le Vertenze, guida pratica per sindacaliste e sindacalisti, che vuole essere di ausilio nel riconoscere e contrastare falsi appalti e fenomeni di sfruttamento e caporalato che nella realtà prendono forme mutevoli».

Il legame tra sicurezza e qualità del lavoro emerge con forza dalle analisi della CGIL, che sottolinea come una parte significativa degli incidenti, anche gravi, si verifichi proprio all’interno della filiera degli appalti, dove spesso si concentrano le situazioni di maggiore fragilità. «La maggior parte degli infortuni anche mortali si verificano nell’ambito degli appalti all’interno dei quali gli stranieri sono spesso le figure più fragili ed esposte al rischio. Come Cgil è un tasto sul quale continuiamo ad insistere: non può esserci sicurezza senza il riconoscimento e il rispetto dei diritti» conclude Fasoli.

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