Nuova call-to-action

L’impresa presenta il conto”. Studio di “Confesercenti” dal tema ”Crisi, analisi e conseguenze”. Valide proposte di soluzione per tenere in vita la piccola-media impresa, ossatura dell’economia e dell’occupazione.

di admin
La piccola-media impresa va sostenuta e facilitata, perché, lo dimostrano i fatti, essa è occupazione e ricchezza. La crisi attuale la sacrifica, la costringe a chiudere, con le note deleterie conseguenze, dirette ed indirette. Ne risentono i titolari, ma anche i collaboratori – forse, la sottolineatura potrà sembrare inutile, ma i fatti sono questi.

Le cause sono, ovviamente, la crisi economico-finanziaria attuale, che crea minore disponibilità alla spesa da parte del consumatore, le difficoltà che trova l’impresa ad avere credito da parte delle banche – non dimentichiamo, tuttavia, che le sofferenze sono in aumento –, l’esagerata imposizione fiscale e la costante concorrenza della grande distribuzione. L’impresa, comunque, grande o piccola, merita attenzione e va sostenuta con tutti mezzi, perché è da essa che lo Stato non solo trae entrate fiscali, oltre a quelle del lavoro dipendente ed autonomo, ma anche importanti opportunità di lavoro per i cittadini. È finalmente superato l’antiquato concetto dell’impresa che crea ricchezza solo per il suo proprietario: se essa non procede, non produce né per l’uno, né per i suoi collaboratori.
Confesercenti è in allarme: siamo al punto, se non si provvede sollecitamente, di non ritorno, segnala accoratamente Fabrizio Toninio, direttore di Confesercenti Verona – l’Associazione, che raggruppa i settori commercio e turismo – ed il problema è di difficile superamento, perché fra pesante imposizione fiscale e minore giro d’affari, si sono assottigliati di molto i ricavi. Nel 2012, hanno chiuso in Verona e provincia 1500 imprese di commercio, 819 negozi al dettaglio, 409 attività di turismo e 1310 aziende di servizi, con gravissimo impatto sociale. Sembra resistere, anzi, essere in miglioramento, il settore turismo, che segna 11 aziende in più. Il pericolo è che che si possa dovere constatare, in vari comparti, un drammatico peggioramento nei prossimi anni. Al tutto, si aggiunge il fatto, già accennato, che va diffondedosi la grande distribuzione – di per sé Confesercenti non è contraria alla stessa – che comporta, ovviamente, la chiusura di negozi e di piccole aziende, anche del settore produttivo. Mortale sarebbe per il commercio e per il turismo un ulteriore aumento dell’IVA, che arrischia di mandare fuori mercato le aziende in attività. La chiusura di negozi, inoltre, rende monotona, inanimata ed abbandonata la città o il paese, trasformandoli in veri e propri dormitori, senza sicurezza per il cittadino, che vi ha residenza.
Molti sono i temi che, in merito, andrebbero dettagliatamente trattati e fatti conoscere alla politica, in vero abbondantemente invitata alla conferenza di cui stiamo parlando, ma presente solo con Matteo Bragantini, Giovanna Negro e Paolo Tosato.
Confesercenti – che con le sue imprese, piccole e medie, ossatura dell’economia, agisce anche a supporto del sociale – propone, per un miglioramento della situazione, da non sperare, tuttavia, nell’immediato, le seguenti misure: – riduzione delle aliquote IRPEF per i redditi medio-bassi e riduzione dell’IRAP per le piccole-medie imprese; esclusione dell’aumento IVA dal 21 al 22%; – eliminazione dell’IMU su immobili strumentali e prima casa; – revisione della riscossione coattiva per debiti tributari e favorire la ratezione… – revisione dei criteri d’applicazione della Tares; – favorire l’attività di Confidi per il credito alle imprese; – mimori costi sul lavoro e meno burocrazia; – riduzione dei costi a carico delle imprese per l’utilizzo della moneta elettronica; – favorire l’apertura di negozi di vicinato, con il risultato di città più sicure; .- aperture domenicali sol quando serve e competenze, in materia, alle Regioni; – sostegno allo start up di imprese con formazione ed innovazione tecnologica; – revisione della norma di pagamenti e contratti per i prodotti agricoli ed alimentari; – più infrastrutture, per favorire la crescita del turismo.
Alle Autorità competenti l’attento esame delle proposte di cui sopra, proposte che, per i loro contenuti, meritano attenzione, tenuto conto, pure che mirano anche a creare occupazione, non dimenticando che senza l’impresa non c’è né vita privata, ma nemmeno pubblica.

Condividi ora!