L’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere e la Provincia di Verona hanno ricordato Giorgio Bargioni. Ricercatore e studioso, ha rinnovato e dato impulso all’agricoltura veronese ed internazionale.
di adminVero signore e amico, rinunciando nel 2007 alla presidenza dell’Accademia veronese, sempre partecipe e propositivo, ha garantito il massimo supporto, con consigli ed iniziative importanti – così, il presidente Galeazzo Sciarretta – all’Accademia stessa, fino alla sua improvvisa scomparsa. Le “discussioni didattiche”, sinora tenute nel numero di sedici e che si terranno a cura dell’Accademia, sono inziativa di Giorgio Bargioni.
Parole commoventi ha avuto l’assessore provinciale all’Agricoltura, Luigi Frigotto, che vedeva in Giorgio, principe gentile ed illuminato, un fraterno consigliere e costruttivo collaboratore, cui molto deve l’agricoltura veronese.
Laureato in Scienze agrarie e già impegnato nella ricerca, avendo collaborato con il prof. Alessandro Morettini, Firenze, negli anni 1951-1954, il professore diresse il Centro per l’Incremento della Frutticultura Ferrarese. Nel 1955, costituì a Verona, rendendolo famoso in sede internazionale, con la sua attività di divulgatore della scienza frutticola e suo caposaldo, l’Istituto Sperimentale di Frutticoltura della Provincia di Verona, lavorandovi sino al 1990. In tale lungo periodo, Bargioni promosse viaggi di confronto e di ricerca anche all’estero e numerosi convegni a livello scientifico, non dimenticando di porre per iscritto le esperienze raccolte, disponibili in circa ottanta lavori.
Fra i temi scientifici, accuratamente approfonditi da Bargioni, sempre in contatto con ricercatori e studiosi anche esteri e con la collaborazione di Giorgio Baroni, Gino Bassi e Ferdinando Cossio, da lui considerati di massimo supporto, segnaliamo: – diserbanti e fitofarmaci e tutela dell’ambiente; – apparati radicali delle piante da frutto e dell’ulivo; – lotta al ragno rosso negli alberi da frutta; – effetto alluvioni sulle piante da frutto; – studio dei terreni agli effetti idrici; – piante da frutto, coltivate nel Nord-Italia; – studi sul pesco, sul pero e sul ciliegio; – miglioramento delle tecniche colturali; – potatura e diradamento; – biologia florale…
L’agricoltura e Verona hanno perduto un uomo di grande valore, ricercatore e studioso per vocazione, ma lo ricorderanno per la sua opera e per il bene da essa ricevuto.
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