Il tesoretto di Bovolone, Verona. Trovati oltre 129 denari “enriciani”.
di adminQuantunque la scoperta del monetato sia avvenuta quasi un decennio fa, ci è gradito parlarne, in quanto essa non è conosciuta ai molti collezionisti ed amanti dell’antico e perché riguardante la provincia di Verona, che ha sempre molto da offrire al visitatore, sia in fatto di territorio che di arte.
Per meglio capire, tuttavia, il contenuto del ritrovamento di Bovolone – circa ventiquattro chilometri da Verona – bisogna sapere che Verona era marca del Sacro Romano Impero, creato da Carlo Magno (742-814), dall’anno 951. Se una quarantina di monete, dal limitato valore liberatorio, sono state trovate in diversi strati, creati nel tempo, del pavimento, altre 129 si trovavano, nel battistero, dentro un recipiente di terracotta, una pentola, peraltro rotta, interrata all’interno di un buco e posta sopra un mattone. Il contenitore era chiuso da un coperchio non metallico e deteriorato, mentre il tutto era avvolto in un tessuto in canapa, dall’intreccio in parte ancora bene individuabile. Non è stato possibile chiarire se il ripostiglio sia stato seppellito per tesaurizzazione, per timore di possibile furto o, essendo stato trovato accanto ad una tomba, come forma particolare di culto con funzioni augurali. Il battistero, comunque, poteva essere considerato luogo sicuro ed inviolabile.
I pezzi ritrovati – siamo grati per documentazione fornitaci alla Pro Loco di Bovolone e, per la descrizione dell’operazione, ad Antonella Arzone del Museo Civico di Castel Vecchio, Verona – sono ”denari”, denominati “enriciani”, in quanto, pur coniati nella zecca di Verona, questa lavorava – secoli X-XI – come altre del Nord-Italia, su concessione provvisoria degli imperatori del Sacro Romano Impero, Enico IV (1050-1106 / imperatore dal 1084 al 1105) ed Enrico V (1086-1125 / imperatore dal 1111 al 1125). Le monete, non presentano misure uguali fra loro e circolavano nel Veneto, ovviamente, nell’Emilia, nel Friuli, in Lombardia e nel Trentino, nonché, dal 952, in Baviera ed in Carinzia, territori in cui si riconosceva l’importanza economica della Verona de tempo. Le monete di Bovolone, prodotte con punzone molto rozzo, a tondello scodellato, ma in conservazione buona, raffigurano una croce, racchiusa in un cerchio, e le scritte, pure a cerchio attorno alla stessa: sul dritto, + HENRICVS e, sul rovescio, + VERONA. Il loro diametro medio è di 13,79 mm, il peso medio di 0,33 g. Lega: rame, argento, tracce di piombo e, in un caso, tracce di oro. Le monete sono oggi custodite nel Museo di Castel Vecchio, Verona.
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