Il Monte dei Paschi va salvato! E gli altri italiani?

di admin
Moltissimi sono d'accordo sulla necessità di salvaguardare la più antica banca italiana, il Monte dei Paschi di Siena. Anni fa ci fu l'intervento finanziario dei Tremonti bond a dare liquidità, oggi quasi 4 mld sono i Monti bond che sono serviti a salvaguardare l'istituto finanziario di Siena.

Tralasciamo per il momento le anomalie di una Fondazione, specchio dell’Amministrazione comunale di stretta osservanza PD, che unica mantiene il controllo di una banca, e vediamo chi stiamo salvaguardando. E’ certo che questo intervento finanziario fornisce liquidità e quindi mette l’Istituto in salvo da bufere possibili; è certo che questa iniezione di denaro fresco è un forte segnale al mercato che le banche , anche le più sinistrate, saranno aiutate e non saranno mai lasciate sole. Se questi elementi sono certi è altrettanto sicuro che in questo modo il sistema che ha prodotto questi effetti disastrosi sarà salvaguardato, infatti, tolto qualche personaggio la gran parte dei dirigenti che hanno avallato stando in silenzio, che hanno accettato facendo finta di non vedere, questa situazione resteranno in massa al loro posto. Ma se invece di insistere sul salvare banche concettualmente decotte si intervenisse aiutando i cittadini , le imprese, i giovani? Non sarebbe meglio pagare le decine di miliardi di debiti con il tessuto sociale che ha lo Stato con le imprese;far svolgere lavori utili sul territorio a chi oggi prende uno stipendio sociale; assumere per 6 mesi o un anno, giovani nelle amministrazioni pagandoli per quanto fanno e nel contempo imparano. Tutti fatti reali che nulla hanno a che fare con le diatribe elettorali. Perchè una volta tanto non si aiutano direttamente gli italiani e, non sempre e solo, per interposta persona la quale pretende per la sua mediazione un compenso come fanno le banche? Pensate infatti che questo prestito erogato può convertirsi in capitale e far divenire lo Stato primo azionista del Monte dei Paschi, ma intanto costa molto caro, parte dal 9% e prevede penali. Ma se la banca paga il 9% a quanto dovrà immettere questo denaro sul mercato per rientrare nei costi di gestione? Quanto dovranno pagare i suoi clienti per consentire alla banca di rimborsare questo prestito, ammesso che lo voglia fare? Possiamo dire che dovrà piazzare mutui con un taeg al 14% circa, o forse più.
Ma come, se il prezzo del denaro ora sul mercato euribor si aggira intorno all’1% , chiedere tassi a due cifre siamo al limite dell’usura! A meno che la banca non faccia ricorso ai derivati, ma questa è una storia già vista!

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