Inaz premiata da Unioncamere per gli interventi a favore dei neogenitori
di adminUn progetto Famiglia-Lavoro che aiuta i neogenitori con orari flessibili, lavoro a distanza, tutoring e una convenzione con un asilo nido vicino all’ufficio. Un sistema premiante per i dipendenti che tiene conto di produttività e qualità. Puntuali indagini interne su clima e benessere organizzativo in azienda. E infine, il coinvolgimento di tutti i 150 lavoratori nella scelta di dire basta alle bottiglie di plastica per aderire alla campagna “Imbrocchiamola” di Fondazione Cariplo. Sono state queste scelte a far rientrare Inaz, società milanese da sessantacinque anni attiva nel settore del software e servizi per amministrare e gestire le risorse umane, fra le 78 realtà premiate il 16 gennaio dalle Camere di Commercio lombarde nell’ambito dell’iniziativa “Imprese Responsabili”. L’obiettivo del premio è evidenziare e valorizzare le imprese “virtuose” che hanno compiuto scelte coraggiose in fatto di responsabilità verso i propri dipendenti, la società e l’ambiente.
Inaz è attiva su tutti e tre questi fronti, spiega Linda Gilli, presidente e ad: «Da sempre siamo attenti alle relazioni fra le persone, al benessere in azienda, al coinvolgimento dei dipendenti nelle varie attività. La responsabilità sociale d’impresa per noi è una prassi da integrare nel lavoro di tutti i giorni e una cultura che diffondiamo con convegni, pubblicazioni e iniziative culturali». Una scelta in controtendenza rispetto al panorama generale delle imprese lombarde: la Camera di Commercio di Milano ha recentemente rilevato che un terzo di esse, a causa della crisi, ha ridotto o eliminato i suoi interventi di “corporate social responsibility”. «Ma investire in CRS –avverte sempre Linda Gilli– è un modo per gettare solide basi per il futuro, anche quando la congiuntura economica è difficile».
Esempio lampante della filosofia di Inaz è il progetto Famiglia-Lavoro, che da alcuni anni consente alle neomamme (e ai neopapà) di conciliare vita lavorativa e familiare. Spiega ancora Linda Gilli: «In Italia per una donna avere un figlio comporta, nella quasi totalità dei casi, uno stop allo sviluppo professionale e retributivo che troppo spesso, poi, si trasforma in una vera e propria esclusione dal mondo del lavoro. È una perdita secca per la lavoratrice, per la sua famiglia e anche per l’azienda». Per contrastare questa tendenza, Inaz ha deciso di darsi un modello organizzativo che prevede orari flessibili, possibilità di lavorare a distanza in caso di emergenze familiari e impiego del part-time, il tutto coordinato dalla figura del “Facilitatore” che ascolta le esigenze dei dipendenti e concorda con loro percorsi di aggiornamento e formazione al rientro dai congedi. Per Inaz si tratta di una scelta che paga: «Manteniamo all’interno dell’azienda risorse e competenze preziose –conclude Gilli–. I nostri dipendenti crescono personalmente e professionalmente e sono pronti e motivati a dare tutto il loro contributo, in un clima sereno e produttivo».
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