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Il lavoro di cucito ed a maglia esiste ancora. Incontro di “Donna-Impresa”-Coldiretti, presso l’Agriturismo “Alle Torricelle”, Verona.

di admin
La paziente nonna Melania e mia madre Maria dicevano, in veronese, con orgoglio e con grande amore per il lavoro, che "co' l'ùcia e la pésséta, vive la sióra e ànca la póaréta"! Ed è vero, ma oggi, pur non condividendone molti aspetti, diversa è la visione del modo di vita, dovuta anche al progresso,…

Lo richiedono l’economia ed il benessere. Fino a quale punto, poi, staremo a vedere…
Ma, appunto, sul grande lavoro a mano, con ago e ferro da calza, si è tenuto, il 22 gennaio scorso, un validissimo incontro a cura di Fiorella Dal Negro dell’Agriturismo alle Torricelle, Verona (info@griturismotorricelle.com), durante il quale, gentili signore dell’Associazione Donne-Impresa – coordinatrice: Stefania Barana – non solo hanno presentato lavorazioni in atto di cucito e a maglia, ma hanno anche proposto – così come avviene in un’importante mostra artigianale – i loro pregiati manufatti, di quelli cioè di cui oggi si serba solo il ricordo… La signora Elena Albertini ha dimostrato, usando un apposito aggeggio e con relativi ferri fra le mani, come si realizza una maglia con metodo tedesco, peraltro spiegato dall’attenta signora, Silvia Cordes.
Se, ancora una volta, quindi, l’agriturismo si è dimostrato ambiente adatto a momenti di tranquillità, a lavori d’un tempo, nella campagna e nell’aria pura, esso ha – per alcune ore – riportato alla memoria i tempi in cui, la madre o la nonna di una famiglia agricola, si dedicavano, nel dopocena, a creare a mano indumenti in lana o camicie od altro, riciclando spesso tessuti provenienti da indumenti già dismessi – vedi, mi diceva mio padre, come pur avendoli usati, li ho tenuti bene! – o, addirittura, filo di cotone, derivante da paracadute militari… Ed anche quella era economia ed economia più che costruttiva, che prevedeva, risparmiando, l’utilizzo al massimo livello di ogni oggetto o bene, senza creare, peraltro – attenzione! – la grande mole di rifiuti, che sono oggi la “dannazione” della nostra società.
Una riunione sentita, rurale, didattica ed invitante all’impegno, che dovrebbe essere ripetuta, perché capace di porre in luce i lati migliori della vita d’un tempo. Chi si accontenta del poco, che, in vero, in passato, era anche bello ed artistico, nonché ottimo passatempo, gode!

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