Anche “Libor” ed “Euribor” vanno regolamentati con apposita legge. I due tassi all’attenzione di Bruxelles.
di adminAlla luce di quanto sopra, si distingue un tasso d’interesse “Libor”, ossia, London Interbank Offered Rate, calcolato ogni pomeriggio a Londra da circa sedici istituti di credito e previsto, a seconda delle valute, per la corona danese, la corona finlandese, la corona norvegese, la corona svedese, il dollaro americano, il dollaro australiano, il dollaro canadese, il dollaro neozelandese, l’euro, il franco svizzero e lo yen (giapponese). Anche l’Eurozona, ha il suo tasso, detto “Euribor”, ossia, l’Euro Interbank Offered Rate, fissato ogni giorno, alle ore 11, da più di 55 istituti bancari primari europei. La fissazione avviene a Bruxelles, dove, dal 1999, opera la European Banking Federation. Ovviamente, da tale tasso medio, dipende, come è per il Libor, il costo del denaro, ossia, i tassi di remunerazione delle prestazioni bancarie in euro a breve termine ed oltre, come le aperture di credito, certificati di deposito, i mutui, ecc. dell’Eurozona, essendo l’Euribor in essa, tasso unico di riferimento. Esso varia secondo la durata del prestito, che se è, per esempio, ad un mese, godrà di un tasso basso, mentre, se è a più mesi, richiederà un tasso ben maggiore.
Ebbene, visto come tali “Libor” ed “Euribor” abbiano massima importanza nella determinazione del “costo del denaro” – in poche parole, quanto si paga alle banche per le loro prestazioni, tenuto conto che ad i due tassi suddetti le stesse si riferiscono non solo per scambi di denaro fra loro, ma anche per determinare i tassi a debito della clientela – è assolutamente necessario che i due tassi diano la massima garanzia di trasparenza e credibilità.
Poiché, nello scorso anno, tali due tassi di riferimento sarebbero stati manipolati, la Commissione Europea ritiene che la determinazione di essi vada regolamentata per legge e che eventuali scorrettezze vengano punite. A tale proposito, già verso giugno di quest’anno, sarà presentato un disegno di legge in sede europea. Sull’iniziativa sono già d’accordo la Banca Centrale Europea e l’Ente Federale Tedesco per il Controllo dei mercati finanziari, BaFin.
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