Vi spiego in poche parole la crisi. Parte Prima -Le cause della crisi finanziaria italiana vanno ricercate nelle regole imposte dall’euro?
di adminDal dopoguerra ad oggi ci sono state tre fasi distinte dell’evoluzione dei sistemi monetari:
1) Bretton Woods dal dopoguerra fino al 1971
2) SME dal 1979 al 2002
3) L’Euro o meglio moneta unica in Europa
Il sistema dei cambi di Bretton Woods prevedeva fluttuazioni piccolissime (+/- 1%) intorno alla parità delle monete. Il sistema non concedeva la possibilità di riallineamenti competitivi per aiutare i Paesi deboli in caso di difficoltà. La causa principale, che ha contribuito alla caduta di questo sistema monetario è da individuare verso la fine degli anni sessanta nel pressante surplus commerciale del Giappone e della Germania. Il FMI si vide ostacolato da questi due Paesi nell’introdurre un meccanismo riequilibratore del cambio in quanto cercavano di mantenere il proprio vantaggio. In tal senso è stato molto esplicito il discorso dell’amministratore delegato del FMI in occasione dell’assemblea annuale del Fondo Monetario Internazionale del settembre 1968 che tentò di promuovere ma senza successo, una svalutazione competitiva a favore dei Paesi deboli.
Con questo sistema rigido senza la possibilità di riallineamenti competitivi i Paesi forti diventavano sempre più forti, come del resto accade ai giorni nostri con l’euro. Sostanzialmente il sistema di Bretton Woods ha evidenziato che Paesi con differenti variabili macroeconomiche non possono far parte di uno stesso sistema monetario rigido se non a scapito di forti ripercussioni sui Paesi deboli.
La caduta del sistema è poi avvenuta nel 1971 quando per svalutare la loro moneta gli americani hanno dichiarato sospesa la convertibilità del dollaro in oro rendendo il dollaro di fatto meno appetibile.
Lo SME, nato nel 1979 prevedeva una fluttuazione dei cambi attorno alla parità del 2,25% fra le varie monete, ma addirittura Paesi deboli come l’Italia e la Spagna beneficiavano di una banda di oscillazione larga del +/- 6%. Questo sistema ha funzionato meglio rispetto a Bretton Woods perché più flessibile.
Nella costruzione dello SME si era tenuto conto delle divergenti variabili macroeconomiche dei Paesi aderenti prevedendo espressamente la possibilità di effettuare riallineamenti competitivi che si traducevano in aiuti ai Paesi deboli che non riuscivano a raggiungere da soli il pareggio dei conti agendo solamente sulla leva fiscale.
Con questo sistema monetario si poteva per esempio evitare ‘l’effetto Monti’.
Le variabili macroeconomiche di alcuni Paesi continuavano ad essere troppo differenti e le conseguenti turbolenze, nonostante i meccanismi riequilibratori, hanno portato nel 1992 la Lira e la Sterlina fuori dallo SME.
E’ difficile immaginare un Paese all’interno della moneta unica se prima non era riuscito nemmeno a rimanere in un sistema flessibile. Infatti la Gran Bretagna giustamente, non è entrata nella zona euro.
L’entrata dell’Italia nella zona euro implica il pareggio di bilancio, (ovviamente non è prevista la possibilità di stampare moneta in modo autonomo da parte di ogni singolo Stato) e questo per un Paese debole comporta una politica fiscale insostenibile.
L’aumento delle tasse e dei contributi in un Paese debole provoca un aumento dei prezzi che si traduce in una diminuzione della competitività delle imprese a vantaggio delle aziende collocate in un Paese forte.
Le maggiori tasse aumentano le entrate solo nel breve periodo perché l’eccessiva pressione fiscale crea disoccupati, rallenta i consumi interni e provoca quindi un danno alle entrate fiscali nel medio periodo.
Non solo ma il sistema bancario di un Paese debole deve sostenere le pressanti richieste del debito pubblico a tassi elevati a scapito delle imprese private e delle famiglie danneggiando ulteriormente gli investimenti e quindi la domanda interna.
In sostanza in una zona monetaria unica con differenti Paesi aderenti gli obbiettivi imposti dai Paesi forti (nel nostro caso il pareggio di bilancio) possono provocare una grave crisi economica nei Paesi che non riescono a raggiungere il pareggio.
Accade proprio il contrario di quello che si potrebbe pensare a prima vista ; a rimetterci sono i Paesi deboli, che invece dovrebbero essere aiutati ad allinearsi, ed in questo momento possiamo notare che la storia ripropone quello che è già accaduto con Bretton Woods. Nel prossimo articolo cercheremo di analizzare le possibili soluzioni.
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