IL FUTURO DEL CAPITALISMO DOPO LA GRANDE CRISI: INCONTRO DI CONFINDUSTRIA PADOVA E UNINDUSTRIA TREVISO CON GIACOMO VACIAGO, ALESSANDRO PROFUMO, MARIO MORETTI POLEGATO, FRANCA PORTO E BRUNO PARIGI
di adminL’appuntamento vedrà l’intervento introduttivo dei Presidenti delle due Associazioni, Alessandro Vardanega e Massimo Pavin, la relazione del Professor Giacomo Vaciago, Economista e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la conversazione, condotta dalla giornalista Alessandra Carini, tra Alessandro Profumo, Presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena, Mario Moretti Polegato, Presidente di Geox S.p.A., Franca Porto, Segretaria generale della Cisl del Veneto e Bruno Maria Parigi, Economista all’Università di Padova.
Al centro dell’attenzione – all’inizio del quinto anno di crisi – una riflessione sul futuro del capitalismo, al centro nel mondo di forti critiche e contestazioni per gli effetti negativi prodotti dalla recessione. “È un dato per il quale stanno tuttora soffrendo sia le grandi società finanziarie colpevoli di comportamenti deviati, sia le banche e le industrie prive di colpe – si legge nella presentazione dell’incontro -. L’opinione pubblica ha messo sullo stesso piano banche e società finanziarie, imprese di produzione e di servizi, aziende non solo di grande, ma anche di piccola e media dimensione. Questo sentimento si è andato diffondendo sulla base sia di spinte razionali sia di impulsi irrazionali. Il risultato è che il mondo del business ha perso legittimità e la conseguenza è spesso che i politici – colpiti in Italia da una gravissima crisi di credibilità – hanno cavalcato l’onda emotiva dell’opinione pubblica tendendo a stringere i freni della libertà economica e di iniziativa. Una soluzione certamente positiva quando mira al contrasto di pratiche illecite, ma fortemente negativa quando condiziona negativamente le attività legittime e lecite”.
“Nel dibattito apertosi in tutto il mondo sul futuro del capitalismo sta prendendo forma una nuova visione: economia di mercato, profitto e dimensione sociale devono combinarsi virtuosamente abbandonando antagonismi ormai fuori dalla storia. Tutto ciò perché la competitività dei sistemi produttivi locali (imprese, banche e lavoro) e il benessere delle comunità circostanti sono strettamente interconnessi. Allo stesso tempo imprese, istituti di credito, comunità e territori necessitano di scelte responsabili e di politiche pubbliche capaci non solo di regolare in modo adeguato, ma anche di promuovere l’imprenditorialità, la liberazione delle sue potenzialità e un intelligente ricorso alle molte opportunità offerte dalle interconnessioni globali del mercato”.
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