Palio dell’olio d’oliva extravergine a Negrar, Verona. L’VIII edizione ha premiato le aziende agricole di Monica Vaccarella, Avesa; di Villa Crine, Pedemonte, e Il Frantoio Guglielmi di Fumane.

di admin
L'agricoltura è viva, fa e produce, crea occupazione. Per questo, merita attenzione e supporto. E lo merita anche perché è dalla lavorazione della terra che l'umanità trae di che vivere.

In questo quadro, che va tenuto bene in considerazione, la sera del 15 dicembre 2012, è stato celebrato presso il ristorante Valpolicella di Torbe, l’VIII Palio dell’Olio extravergine d’oliva, dettagliatamente organizzato dal Sovrano Ordine d’Ercole, supportato dall’assessore Gianni Pozzani del Comune di Negrar e di cui è attivo presidente Marco Gozzo. Sponsors determinanti dell’incisiva manifestazione sono la Banca di Marano, nella persona del suo presidente, Gian Maria Tommasi, e il Consorzio di Tutela Vini della Valpolicella.
Il Palio mira a valorizzare una produzione importante e locale di qualità, in collaborazione con AIPO – Associazione Interregionale Produttori Olivicoli, che ha esaminato 41 oli presentati al concorso, scegliendone solo dieci per le finali – e con diverse istituzioni, il cui apporto è stato sinora e sarà sempre prezioso. In sinergia con tali Enti, il Palio di Negrar è fermamente orientato a creare un “marchio commerciale unico”, relativo all’olio extravergine della Valpolicella, che conta fra i migliori presenti sul mercato. Un olio, quindi, che va promosso con ogni mezzo, non perdendo di vista che, una volta dotato di marchio unico, esso potrà sicuramente imporsi come olio di nicchia anche sul mercato estero, creando positivi ritorni ai produttori. I quali, frattanto, dovranno unirsi, originando sinergie per una migliore promozione e commercializzazione del loro prodotto, aiutati egregiamente ed incisivamente dall’Organizzazione stessa del Palio.
L’occasione della celebrazione dell’VIII Palio è stata colta per segnalare e premiare ufficialmente il vincitore della VII edizione, nella persona di Daniele Cipriani. Sono stati, quindi, nominati cinque “Cavalieri del Magnifico Ordine della Clava”, “per virtù ed eccelsi meriti in Valpolicella”, meriti riferiti alla promozione dell’olio locale. Sono, quindi, da sabato scorso, nuovi “cavalieri” Cesare Veneri, direttore generale della Camera di Commercio di Verona; Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere; Paolo Arena, presidente dell’Aeroporto Catullo, Verona; Pierantonio Braggio e Claudia De Fanti, presidente della vivace Pro Loco “Carpanea” di Casaleone, Verona.
Il Sovrano Ordine d’Ercole – cui collaborano costruttivamente Federico Mainenti, vicepresidente; Sara Benedetti, Silvia Cappelletti, Alessandra Guglielmi, Pietro Fraccaroli, Alessia Fasoli, Pietro Melato e Claudia Tommasi – non dimentica, tuttavia l’ambiente. Il quale, infatti, va non solo rispettato, ma costantemente tenuto sotto controllo da parte dell’agricoltore, il quale, se da un lato lavora la terra e produce, dall’altro, si traforma – come sottolinea Paolo Ugo Braggio, esperto del settore – in “sentinella del territorio”. Sentinella che vigila, che non smette di monitorare i terreni, ad evitare, ove possibile, le note e disastrose conseguenze idrogeologiche. Curare l’ulivo è motivo, talvolta, anche per creare multifunzionalità, ossia usare la terra non solo per coltivarla, ma pure come ambiente, in cui creare ospitalità per il cittadino, attraverso l’agriturismo, che, oltre a ridare vita a case rurali e a terreni, costituisce altro importante motivo di reddito. E non solo: la multifunzionalità trattiene felicemente l’agricoltore sulla propria terra, si dicva dianzi, per monitorarla e curarla, come del resto, prevede un’apposita normativa europea.
Non solo olio, quindi, ma un complesso di elementi sta sotto la lente dell’Associazione del Sovrano Ordine d’Ercole di Negrar (sovrano.ordine@tiscali.it), elelementi che mirano tutti – se ne sentano onorati gli agricoltori della Valpolicella! – a dare coraggio a progredire e a infondere fiducia nell’agricoltura, già, peraltro, prodiga in fatto di meravigliosi vigneti e di generosi vini. I quali potranno fare da agente trainante nell’esportazione anche dell’Estravergine d’Oliva della Valpolicella.

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