Tutti vogliono spartire, nessuno vuole produrre!

di admin
Anche la recente trasmissione televisiva speciale , illustrata da Piero Angela, su quali sono i fili, palese o occulti che guidano l'economia, e che non ha voluto dare indicazioni politiche, fermandosi solo a dire quello che va fatto , ha ribadito quello che tutti sanno. Occorre produrre se vogliamo pagare gli insegnanti che educhino, occorre…

Da noi invece, memori i fasti comunisti, se uno ha 10 bisogna spogliarlo di una parte così tutti avranno l’equo; In Italia la solidarietà e forzata ed obbligatoria, per legge occorre farsi carico delle persone più deboli e più bisognose, anche se così si impedisce ogni produttività che sia non sovvenzionata dallo Stato, anche se così spariscono le risorse per proteggere almeno un po’ proprio i più bisognosi. Da tempo prevale il versante che spartisce le ricchezze rispetto a quello di chi le produce. Tanto i più ricchi e l’apparato dello Stato (da noi peggio della nomenklatura dell’URSS) si tutelano sempre e si riservano le prebende più ricche. E’ ora di invertire tale regola, non si deve passare ad un liberismo sfrenato ma occorre liberare chi vuole fare e produce, occorre premiarlo, non con le medaglie rituali che di solito sono frutto di accordi politici, occorre ridare il giusto peso al lavoro , a chi lo inventa e lo organizza. Non credo sia una caso che l’art. 1 della nostra Costituzione reciti :”l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” il resto viene dopo, tutto importante tutto da tenere in grande considerazione, ma dopo, il lavoro. Il lavoro, le sue forme, chi lo crea, chi lo svolge. Non siamo fondati sulla giustizia, o sulla sicurezza ma sul lavoro, giusto e sicuro, non sulla disoccupazione giusta e sicura. Quando , e se chi ci governa lo capirà, sarà tardi. O forse gli conviene così?

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