SERVIZIO CIVILE NAZIONALE IN VENETO. CONVEGNO A MESTRE: ‘PILASTRO’ PER MOLTI ENTI PUBBLICI; Il 67% DEI VOLONTARI IMPEGNATI NEI SERVIZI SOCIALI ED EDUCATIVI; UNO SU DUE MANTIENE PROPRIO IMPEGNO IN AMBITO CIVILE

di admin
Erano quasi 400 i giovani e i rappresentanti degli enti che si sono dati appuntamento questa mattina presso l’Auditorium della Provincia di Venezia a Mestre, per partecipare al convegno promosso dall’Assessorato ai Servizi Sociali della Regione del Veneto “Cinque anni di Servizio Civile in Veneto. La voce dei protagonisti”.

Tra i dati più significativi: il percorso verso il mondo del lavoro: prima del servizio civile erano nella condizione di “studenti” il 51% degli intervistati,dopo la percentuale si riduce al 16%. Incrementata la quota di chi si definisce “lavoratore”: dal 12% prima del Servizio Civile al 45% dopo questa esperienza. “Anche se non è possibile concludere che i giovani “in servizio” abbiano maggiori possibilità di trovare lavoro – ha precisato Giuseppe Salemi dell’Università di Padova, membro del gruppo tecnico che ha analizzato i dati – il servizio civile contribuisce senza dubbio a far maturare competenze di tipo relazionale e professionale senz’altro spendibili nel mondo del lavoro”. Raffaele De Cicco, Coordinatore dell’Ufficio per il Servizio Civile Nazionale, che ha lanciato un appello alle imprese private: “Dovrebbero dimostrare una forte attenzione verso questi giovani”. La ricerca ha evidenziato che il “pubblico” rappresenta ancora la tipologia di ente prevalente tra gli ambiti in cui i giovani svolgono il loro servizio: il 67% (la percentuale rimanente è distribuita tra associazioni 18%, enti privati 8%, cooperative 7%). Franco Moretto, dirigente regionale terzo settore e non autosufficienza: “E’ evidente – ha sottolineato – che se togliamo agli enti pubblici questi ragazzi che lavorano soprattutto in ambito socio-sanitario e educativo, molti servizi preziosi per la collettività non potrebbero più essere garantiti”. Dal canto loro, i giovani intervenuti hanno chiesto alla politica di “impegnarsi per continuare a investire in quest’ambito, con scelte lungimiranti anche in periodo di crisi”. Inoltre hanno chiesto che il servizio civile sia riconosciuto come opportunità di crescita della coscienza civica e di arricchimento del volontariato di linfa giovane. Il 37% degli intervistati, quasi uno su tre, risulta attualmente impegnato in qualche attività di volontariato o in gruppi di interesse civico e politico. Il dato porta a ritenere che i giovani che hanno svolto un’esperienza di questo tipo mantengano nel tempo una sorta di impegno volontario nella società civile. Generalmente le associazioni composte per la maggior parte da over 40enni: il servizio civile inserisce molti giovani nel Terzo settore e stimola così un dialogo intergenerazionale.

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