NUOVI FRUTTI DALLA SINERGIA BCC/CRA-CARITAS IN FAVORE DI CHI E’ IN DIFFICOLTA’ ECONOMICA

di admin
Le Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali della Provincia di Vicenza hanno presentato oggi i risultati di un progetto in favore delle persone in momentanea difficoltà economica iniziato nel 2006 in collaborazione e a sostegno della Caritas Diocesana Vicentina attraverso 13 Sportelli Caritas presenti in Diocesi e Provincia. Un progetto iniziato in un momento…

Segnali di una crescente fragilità economica nelle famiglie erano tuttavia già presenti nel 2005: persone che non ce la facevano ad arrivare a fine mese, ad affrontare una spesa imprevista, a pagare alcune bollette. Lo si chiamava disagio sociale e non era ancora una piaga o una tendenza.
Caritas, che dal suo osservatorio speciale aveva colto questo bisogno emergente, ha coinvolto le Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali della provincia di Vicenza e operanti nel territorio vicentino per costituire per la prima volta un fondo destinato a dare sollievo e speranza a chi si trovava in momentanea difficoltà: piccoli prestiti, al massimo di poche migliaia di euro – da restituire in piccole rate “calibrate” e a tasso agevolato – messi a disposizione di persone normalmente non considerate “bancabili” ma per le quali un sostegno momentaneo poteva significare evitare di cadere in una situazione di disagio economico ancora maggiore.
“Abbiamo raccolto la sfida e l’impegno per un dovere di coscienza – spiega Giancarlo Bersan, Presidente della Fondazione tra le BCC/CRA della provincia di Vicenza – per rispettare appieno le raccomandazioni dei nostri padri fondatori, che oltre 130 anni fa negli Statuti delle vecchie Casse rurali hanno tramandato alle nostra banche l’obbligo di assistere le comunità locali, di promuovere concretamente i principi della cooperazione, della mutualità tra soci, della sussidiarietà e della solidarietà. Intervenire laddove c’è bisogno di sostegno è da sempre nel nostro DNA”.
Abbiamo pensato – continua Bersan – che laddove non saremmo potuti arrivare a dare una risposta o un aiuto nella nostra attività di banche, lo avremmo fatto concretamente attraverso questo progetto specifico con Caritas diocesana. Lo abbiamo realizzato per dare sollievo e dignità alle persone che si sono rivolte a noi attraverso i volontari dei presidi Caritas. E l’aiuto si è concretizzato sotto forma di un prestito”.
La dotazione del fondo rotativo di garanzia dapprima fissato in 100.000 euro è stato poi incrementato, visti gli effetti della crisi economica, di altri 300.000 euro.
“A questo stanziamento – annunciano le BCC/CRA Vicentine – dal 2013 andranno ad aggiungersi ulteriori 200.000 euro per un totale complessivo di 600.000 euro, che costituisce negli anni della crisi l’impegno finanziario concreto delle banche di credito cooperativo vicentine a favore delle persone, delle famiglie, delle imprese colpite dalle difficoltà di una crisi difficile da debellare”. A questo fondo vanno ad aggiungersi i 120 mila euro messi a disposizione dalle due banche padovane operanti con uno o più sportelli nel territorio vicentino per un totale BCC di 720 mila euro resi disponibili per il progetto Microcredito etico-sociale”.
Una cifra significativa che consente di mettere in circolo, grazie al principio della rotazione, cifre ben più consistenti a favore di famiglie e persone in temporanea difficoltà. Infatti si deve tener presente che buona parte dei prestiti vengono restituiti (circa l’80%), e quanto restituito viene concesso a prestito ad altri richiedenti. Dal 2006 ad oggi sono state 3100 le persone ascoltate che si sono rivolte agli sportelli Caritas (gestiti da 150 volontari formati ad operare secondo lo “stile Caritas”) per avere un aiuto. Erogati oltre 1045 prestiti per un valore di oltre 2 milioni di euro. Il 2010 è stato l’anno in cui è stato pagato più a caro prezzo gli effetti di una crisi, scoppiata di fatto nel 2009 in Italia e che nel tempo è costantemente peggiorata.
“Al fondamentale contributo delle BCC/CRA, che ringrazio per aver creduto in questa scommessa – sottolinea don Giovanni Sandonà, direttore della Caritas Diocesana Vicentina – si è aggiunto anche quello della nostra Diocesi, della Fondazione Cariverona, di 31 Comuni, dell’Associazione Industriali di Vicenza, di parrocchie, sindacati, imprese e privati. Credo che questo lavoro sinergico sia il miglior esempio di come sia possibile, facendo rete, affrontare anche i problemi più difficili”.
“Ci siamo impegnati a fondo in questo settore – spiega il coordinatore del comitato dei direttori delle BCC/CRA Vicentine, Leopoldo Pilati – ben conoscendo l’elevato grado di rischio a cui potevamo incorrere a causa del presumibile alto tasso di insolvenza; dimostrando di riuscire, grazie alla stretta collaborazione tra gli sportelli di ascolto della Caritas e le oltre 120 Filiali delle nostre Banche, a contenere, per i primi quattro anni di attività 2006/2009, il tasso di insolvenza a livelli più che accettabili, attorno al 12-13%, per poi aumentare progressivamente, a causa degli effetti della crisi economica, a circa il 23%, livello che, pur ridimensionato al 20-21% purtroppo permane anche in questa ultima parte dell’anno”.
“I volontari degli sportelli Caritas con la loro competenza e vicinanza umana – rimarca Pilati – hanno curato l’istruttoria delle pratiche, mentre le BCC/CRA si sono occupate dell’erogazione dei crediti e di tutte le incombenze legate a tale gestione. Nel tempo sono stati modificati i criteri per l’assegnazione dei finanziamenti: il tetto massimo del prestito è stato alzato a 4.000 euro così come la durata è stata portata a 5 anni con possibilità di rimodulare i tempi e le rate della restituzione”.
Beneficiari del microcredito sono in particolare le persone a rischio impoverimento: sia uomini che donne, spesso migranti e coniugati. I problemi economici più comuni da affrontare riguardano il lavoro (quindi l’impoverimento legato a una diminuzione del reddito) e le spese relative all’abitazione. Fra i soggetti più esposti a impoverimento ci sono le persone che non hanno famiglia, le famiglie con figli a carico e i lavoratori a basso reddito.
Quanto ai numeri, si possono riassumere brevemente: attualmente sono 246 le posizioni in essere per un importo finanziato di oltre 624 mila euro per un debito residuo di 368 mila euro. Le posizioni con rate arretrate sono 87. Al 31 ottobre 2012 le persone che sono state sostenute dal fondo con riferimento all’anno in corso hanno ottenuto benefici per 155 mila euro. Il totale dei finanziamenti erogati dal 2006 è stato di 2,114 milioni di euro.
Il Vescovo mons. Beniamino Pizziol, intervenuto per dire suo grazie alle BCC/CRA per questi anni di percorso e per il loro contributo, ha rinnovato l’appello a tutte persone e istituzioni ad aiutare, attraverso la Caritas diocesana, le tante famiglie provate dalla mancanza di lavoro. Aiuto che non deve diventare assistenzialismo ma che si qualifica attraverso percorsi che riaffermano la dignità e la centralità di ogni persona e famiglia, facendone i “soggetti” di una vicinanza condivisa e non gli “oggetti” dell’aiuto.
L’appello del Vescovo Pizziol è già stato raccolto proprio dalle BCC/CRA, che hanno deciso di chiamare anche i loro soci e clienti ad un percorso solidarietà, inviando una proposta di adesione ai “sostegni di vicinanza” e aprendo ciascuna un conto corrente intestato alla Caritas – Associazione Diakonia dove potranno affluire tutte le donazioni dei soci, dei dipendenti e degli amministratori che sceglieranno di aderire all’iniziativa, che potrà usufruire anche dei vantaggi della detrazione fiscale.
“Se sei anni fa – conclude don Giovanni Sandonà – si è aperto un percorso che tentava una vicinanza alla fragilità economica di alcune famiglie, ora in un contesto ancor più marcatamente problematico, grazie anche alle BCC/CRA, le famiglie diventano i primi soggetti di aiuto ad altre famiglie attraverso l’adesione ai Sostegni di Vicinanza gestiti dalla Caritas in rete con i 100 Centri di Ascolto presenti in Diocesi. Essi consistono in un aiuto mensile a famiglie drammaticamente segnate dalla crisi, all’interno di un percorso di accompagnamento e non in una logica assistenzialistica di donazioni a pioggia, grazie all’indispensabile apporto dei volontari degli sportelli S.T.R.A.D.E., per l’appunto Servizio territoriale di accompagnamento nella Difficoltà Economica”.

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