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“Il suolo, con la sua biodiversità, è fabbrica della vita”. Incontro dell’Associazione dei Dottori in Agraria e Forestali di Verona. La relazione del vice-prefetto, Gaia Sciacca. “Durello Lessinia” e “Tartufo d’Alba” pure al centro dell’attenzione.

di admin
Il suolo è sempre più utilizzato per l'edilizia, per infrastrutture (100 ha al giorno!) e per nuove piantagioni produttive, non sempre tenendo conto dei possibili danni idrogeologici, che tale azione può produrre. Una realtà, che è stata dettagliatamente posta sotto la lente, in occasione della riunione annuale dei Dottori in Agraria e Forestali della Provincia…

Il vice-prefetto, Gaia Sciacca, in rappresentanza del prefetto di Verona, Perla Stancari, occupata in impegni istituzionali, ha segnalato il costante e forte impegno della Prefettura veronese in fatto di ‘protezione del suolo’, con interventi atti a prevenire, in collaborazione con Enti locali e con la Protezione Civile, dannosi eventi idrogeologici e nel fare fronte a quelli, che di recente hanno colpito più volte e pesantemente il Veronese. Dalla relazione, ricca di dati e di annotazioni – fra l’altro, l’Italia risulta ad elevato rischio in almeno 2375 comuni! – sono emersi un ampio quadro di azioni, già poste in atto e programmate nella nostra Provincia, ed un’accorata e profonda sensibilità, appunto, verso l’elemento suolo (senza trascurare gli incendi di bosco), che sarà costantemente e capillarmente oggetto di alta attenzione da parte della Prefettura stessa.
Luigi De Lucchi, dirigente del Servizio Bonifica della Regione Veneto, trattando l’argomento delle “esternalità dell’attività agricola per la protezone del territorio”, oltre a sottolineare l’importanza della presenza dell’agricoltore sulla propria terra, quale sfida urgente nella gestione idraulica della stessa, ha sottolineato anche l’esigenza del massimo rispetto e della massima attenzione a torrenti e fiumi, che vanno tenuti attentamente puliti, onde garantire sicurezza nello scorrimento delle acque.
Fabio Gorian, capo ufficio territoriale per la biodiversità del Corpo Forestale dello Stato, si è soffermato sulle “azioni del Corpo Forestale per la conservazione della biodiversità in Italia” e ha rilevato, fra l’altro, come debba essere attentamente riflettuta la destinazione di terreni, in ambiti sinora incolti, a nuove coltivazioni, come vigneto, uliveto, noccioleto, ecc., creando ciò il pericolo di possibili dissesti idrogeologici, in quanto la preparazione del suolo per tali nuove piantagioni spesso sottovaluta l’importanza dell’originario assetto dei terreni. Il Corpo Forestale gestisce, fra i diversi compiti, non solo la cura del bosco (sono 130 le riserve naturali) e del monitoraggio dei terreni, ma anche, presso il Centro Nazionale Biodiversità Forestale di Peri, Verona, la raccolta, lo studio e la conservazione di semi di piante legnose (600 specie diverse), nonché la ricerca e lo studio degli invertebrati, che collaborano, per loro natura, alla salute della fabbrica della vita, che è il suolo. Il Centro è visitabile con guida.
Giovanni Rana, senza dubbio uno dei maggiori industriali di Verona e d’Italia – fra l’altro, ha appena aperto a New York il suo ennesimo ristorante all’estero – e, per esigenze del suo pastificio, grande consumatore di prodotti della ‘terra’, ha riconosciuto a questa l’ideale titolo di potenziale fornitrice di quelle erbe, delle quali i suoi prodotti non possono fare a meno. In tale quadro, sentendosi il Re del tortellino “molto impegnato in agricoltura”, ha segnalato come una grande area, nel Veronese, sia stata da lui destinata alla produzione di verdure, preservandola così dalla cementizzazione.
Paolo Ugo Braggio, organizzatore del convegno, assieme a Lino Baccianella, ha sottolineato il concetto di multifunzionalità in agricoltura – molto importante, in merito, l’istituzione “agriturismo” – e la grande importanza che assume la presenza dell’agricoltore sulla sua terra, come “sentinella” del suolo e del paesaggio. In merito, Braggio ha curato pure la distribuzione del fascicolo La fabbrica della vita. Perché la biosiversità del suolo è tanto importante…, fascicolo che, edito dalla Commissione Europea, sezione “ambiente”, presenta validissimi contenuti scientifico-didattici, i quali offrono una visione completa della vita dei terreni.
Se interessante è stato, poi, l’annuncio della messa in vigore di un regolamento europeo sull’impiego dei fitofarmaci e sull’obbligo della pulizia del verde in aree ed impianti pubblici, Renato Poggiali ha evidenziato, anche con fotografie, l’esigenza di ridare vita a terreni più o meno edificati, ma completamente abbandonati a se stessi.
Alfio Fiorini, studioso e attento ricercatore in fatto di agricoltura attraverso la filatelia, ha proposto la storia e l’importanza del “Tartufo d’Alba”, con dati e con un suo articolo illustrato, per evidenziare come il suolo sappia dare anche un sì saporito e prezioso prodotto.
Il “suolo”, dunque, ha avuto un posto di rilievo, quale ad esso spetta da parte dell’uomo, nel Convegno dei Dottori in Agraria e Forestali di Verona, durante il quale, peraltro, è stato anche gustato con soddisfazione un altro importante prodotto del suolo, questa volta veronese: il genuino “Durello Lessinia”, il biondo vino dalle leggere bollicine, il nuovo spumante italiano ed aperitivo di Verona, offerto dall’Azienda Agricola “Corte Moschina” di Roncà, Verona, e dall’operoso Consorzio per la Tutela del Vino “Lessini Durello” DOC – presidente: Andrea Bottaro, direttore: Aldo Lorenzoni –, Soave.
Un grande contributo, quindi, al rispetto del terreno ed ai meriti dell’agricoltura, è emerso dal convegno, trattandosi di due elementi senza dei quali l’umanità non vedrebbe garantita la propria esidstenza.

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