Il Bardolino fra i dieci stili di vino che fanno tendenza in Italia: lo dice Decanter, uno dei colossi dell’editoria vinicola mondiale
di admin“Il Bardolino – scrive Richard Baudains – sta tornando ai rossi succosi che sa fare meglio, tranne che oggi li sta facendo molto, molto meglio".
Il Bardolino è uno dei “dieci stili più emozionanti d’Italia” secondo la rivista britannica Decanter, uno dei colossi mondiali dell’editoria a soggetto vinicolo. La copertina del numero di maggio della testata inglese è dedicata alla “Nuova Italia” del vino (“The New Italy”, titola) e nell’ampio servizio interno sull’attuale panorama enologico italiano, il Bardolino viene collocato fra i dieci stili di vino più interessanti in Italia, insieme con i bianchi da uve autoctone, il Brunello di Montalcino 2006, il Barolo 2004, la Malvasia Istriana, le bollicine rosa, il Taurasi 2007, il Marsala, i vini sotto i 14 gradi di alcol e il Recioto della Valpolicella.
Richard Baudains, il giornalista che ha curato il servizio di Decanter (“Italy’s 10 most exciting wine styles” è il titolo), è chiaro sul perché della scelta in favore della storica denominazione veronese: "Il Bardolino – scrive – sta tornando ai rossi succosi che sa fare meglio, tranne che oggi li sta facendo molto, molto meglio". Aggiungendo che il Bardolino "sembra essere nelle condizioni di giocare un ruolo strategico per i rossi del Veneto nel futuro".
Ma il Bardolino non viene citato solo nella sezione appositamente dedicata, bensì anche nel capitoletto sugli spumanti rosé, con il Chiaretto Spumante, e sui rossi a basso tenore alcolico. E in più se ne parla nell’editoriale del direttore Guy Woodward, dal titolo: “Le vere superstar italiane”. E tutto questo in concomitanza con le iniziative che vedono enoteche e ristoranti del Regno Unito impegnati con le celebrazioni del “mese nazionale del vino”. “Maggio – scrive Woodward – è stato proclamato il mese nazionale del vino nel Regno Unito, con i rivenditori che uniscono le forze per promuovere i vini più vari sugli scaffali nel tentativo di persuadere i consumatori ad essere più avventurosi nelle loro scelte vinicole. Si tratta di un’iniziativa che siamo lieti di supportare – sia incoraggiando i nuovi amici del vino ad avventurarsi oltre i loro Chardonnay preferiti da 5 sterline, sia invitando i più esperti ad accogliere la sfida di scoprire i ‘Super’ Orvieto, Taurasi o Bardolino”.
“L’articolo di Decanter e le lusinghiere parole su quella sorta di rinascimento che viene riconosciuto alla nostra denominazione – dice il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi – ci colgono quasi di sorpresa: non eravamo abituati all’idea di essere citati fra le tendenze stilistiche del vino italiano. Si tratta di un nuovo, importante riconoscimento al grande lavoro attuato nell’ultimo triennio da tutta la nostra filiera, che è tornata con convinzione a proporre il Bardolino e la sua versione rosata, il Chiaretto, con lo stile della tradizione, proponendo un vino leggero, facilissimo da adattare alla tavola, fresco, fruttato, speziato. Insomma: abbiamo riscoperto il nostro modo di essere, e facendo questo siamo tornati all’attenzione del pubblico, che ci ha premiato svuotando le nostre cantine, e della critica, che ci sta seguendo con attenzione sempre crescente, e le parole di Decanter lo confermano anche dal lato internazionale”.
La bevibilità e la coerenza con il territorio d’origine e con il territorio di produzione sembrano le armi vincenti del Bardolino anche secondo il parere di Richard Baudains: “Senza legno e con una gradazione alcolica non superiore al 12,5% – scrive -, questi deliziosi rossi offrono la prova che la personalità dipende dall’integrità varietale e dall’identità locale, piuttosto che dalla smisurata concentrazione, e che ‘leggero’ e ‘rosso’ possono dopotutto essere complementari l’uno all’altro”.
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