Cisl Verona: «Collaborazione con Confindustria, ma centralità alle persone e politiche di welfare»
di RedazioneLavorare su parole cardine come saperi e competenze, persone, servizi, imprese e governance del territorio, ma ragionare anche su politiche demografiche che passino per l’assistenza alla famiglia e al tema della casa con efficaci politiche di welfare territoriale. Cisl Verona, reduce dall’Assemblea di Confindustria Verona di ieri pomeriggio al teatro Gardaland Park, fa proprie le istanze dell’associazione degli industriali suggerendo però nuovi obiettivi e ricordando l’attenzione da porre sulla classe lavoratrice.
«Accogliamo le proposte di Confindustria Verona che grazie alla sua Assemblea annuale pone temi centrali sui quali noi di Cisl Verona lavoriamo sin dal 2012: sviluppi del territorio, produttività, equità sociale», commenta il segretario provinciale di Cisl Verona Giampaolo Veghini.
«Proprio nel 2021 – continua Veghini – abbiamo affidato questi temi a una piattaforma che lavora sulle parole d’ordine: “Saperi”, collegandoci all’Università e mirando alla ricerca integrata sulle specificità del territorio; “Persone”, da mettere al centro di percorsi formativi e riqualificativi lavorando sull’acquisizione di competenze e professionalità quali antidoti alla marginalità; “Imprese”, capaci di affrontare le sfide del mercato solo se inclusive e partecipative, con relazioni sindacali mature e meccanismi di partecipazione attiva alla vita delle aziende; “Servizi”, inseriti in una piattaforma per l’internazionalizzazione dei nostri prodotti da un lato e dall’altro a sostegno degli spostamenti verso una transizione ecologica giusta ed equilibrata; “Infrastrutture e Governance del territorio” all’interno, appunto, di una cornice da città metropolitana, integrata con il territorio circostante, come citato dal presidente di Confindustria Verona, Raffaele Boscaini».
Cisl Verona sottolinea che la realtà pone tutti di fronte alla conclamata crisi demografica: nel 2038 nella provincia di Verona la differenza tra chi entrerà nel mercato del lavoro e chi ne uscirà, al tasso di occupazione attuale, sarà pari a -78.213.
«Sarà come se sparisse un terzo della nostra città – continua Veghini –. Il Pnrr se da un lato ha fornito un volano fondamentale per i grandi investimenti, dall’altro poco o nulla è arrivato su asili nido, assistenza, welfare territoriale, housing sociale, diritto all’abitazione, ovvero su strumenti di sostegno per fare in modo che i giovani possano sentirsi valorizzati in un rapporto di lavoro e in un contesto sociale tale per cui potersi costruire un futuro e una famiglia».
Poi il monito di Veghini: «Nessuno può pensare di uscire da solo in questo grande periodo di incertezza, in cui il ridisegnarsi dello scenario globale chiama tutti gli attori a portare il proprio contributo integrato a quello di tutti gli altri, in particolar modo tra imprese e attori economici e sigle sindacali. Lavoro e benessere fanno una comunità sociale più serena ed equa, che deve essere concretezza, non solo una buona visione. C’è un punto di fondo – conclude –: le lavoratrici e i lavoratori devono essere al centro. Erano però assenti dalla relazione del presidente di Confindustria Verona. La ricchezza di un territorio la producono le persone che lavorano e significa che la ricchezza va redistribuita anche tra chi la realizza, questo tema non l’ho sentito».
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