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Accordo UE-India, nuove opportunità di crescita per l’export veronese

di Matteo Scolari
L’intesa di libero scambio apre scenari di crescita per le imprese scaligere. Verona vale già quasi 200 milioni di euro di interscambio con l’India e punta a rafforzare la propria presenza in uno dei mercati più dinamici al mondo.

L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India, definito nei giorni scorsi in occasione del 16° vertice Ue-India a Nuova Delhi, apre nuove prospettive di sviluppo anche per l’economia veronese, in particolare per alcuni comparti chiave del manifatturiero e dell’agroalimentare. L’interscambio commerciale tra Italia e India ha raggiunto i 14 miliardi di euro nel 2024, di cui 9 miliardi di importazioni e 5,2 miliardi di esportazioni. In questo contesto, il Veneto pesa per oltre 1,4 miliardi di euro, mentre Verona supera i 196 milioni di euro di scambi, collocandosi al 32° posto tra le destinazioni dell’export provinciale e al 27° per l’import.

Secondo la Camera di Commercio di Verona, l’intesa – che punta nel medio periodo al raddoppio delle esportazioni europee verso il mercato indiano – potrà ridurre progressivamente le barriere tariffarie che hanno storicamente limitato l’accesso delle imprese europee a uno dei mercati a più alto potenziale di crescita.

«Per la nostra provincia l’accordo appena siglato tra India e Unione Europea rappresenta un’opportunità di consolidamento e di sviluppo in un mercato storicamente caratterizzato da barriere tariffarie elevate – commenta il presidente della Camera di Commercio di Verona Paolo Arena –. La rimozione di tali ostacoli può indubbiamente favorire una crescita dell’export locale, finora limitato dai costi d’ingresso».

Paolo Arena, presidente Camera di Commercio di Verona.
Paolo Arena, presidente Camera di Commercio di Verona.

L’analisi del Servizio Studi e Ricerca della Camera di Commercio di Verona, basata sui dati dell’export provinciale e sui contenuti dell’accordo, individua diversi settori destinati a beneficiare in modo significativo dell’intesa. In primo piano c’è la meccanica, che rappresenta già oggi una delle principali voci dell’export veronese verso l’India, con 30,5 milioni di euro. Nei primi nove mesi del 2025 Verona ha esportato macchine di impiego generale per quasi 16,6 milioni di euro e macchine per impieghi speciali per oltre 11,4 milioni, finora penalizzate da dazi fino al 44%. La loro progressiva eliminazione renderà la tecnologia industriale veronese, dai macchinari per il marmo a quelli per il packaging, molto più competitiva rispetto ai concorrenti extra-UE.

Benefici rilevanti sono attesi anche per il settore del marmo, comparto identitario per il territorio. L’accordo prevede la riduzione o eliminazione dei dazi sulla pietra naturale e la fine del sistema delle licenze di importazione limitate. Nei primi nove mesi del 2025 Verona ha esportato in India pietre grezze, sabbia e argilla per quasi 1,2 milioni di euro, mentre le esportazioni di pietre tagliate, modellate e finite hanno superato 1 milione di euro. Proprio su questi prodotti di alta gamma, spesso tassati come beni di lusso, l’abbattimento delle barriere potrebbe rafforzare la competitività del marmo veronese nell’edilizia di pregio indiana.

Un blocco di marmo esposto a Marmomac.

L’intesa viene definita una svolta per l’agroalimentare, settore da sempre penalizzato dal protezionismo indiano. Particolarmente significativo l’impatto sul vino, i cui dazi passeranno dal 150% al 75% all’entrata in vigore dell’accordo, per poi scendere progressivamente fino al 20%. Sebbene l’export veronese di bevande sia oggi limitato – circa 188 mila euro nei primi nove mesi del 2025 – la riduzione delle tariffe potrebbe liberare una domanda latente importante. Margini di crescita sono previsti anche per i prodotti agricoli trasformati, con esportazioni di frutta e ortaggi lavorati per oltre 766 mila euro e prodotti da forno per quasi 193 mila euro, che beneficeranno di una drastica riduzione dei dazi.

Tra i comparti industriali, l’accordo favorirà anche automotive e componentistica, settore che nei primi nove mesi del 2025 ha registrato un export di circa 965 mila euro in parti e accessori per autoveicoli. I dazi sulle automobili, oggi al 110%, scenderanno fino a un minimo del 10%, mentre per i componenti è prevista la completa abolizione delle tariffe nell’arco di cinque-dieci anni, aprendo nuove opportunità di integrazione delle imprese veronesi nelle catene di fornitura globali.

Benefici diffusi sono attesi infine per la chimica e la farmaceutica, comparti nei quali Verona esporta prodotti chimici per circa 1,5 milioni di euro e medicinali per oltre 81 mila euro. Con l’accordo verranno in gran parte eliminati i dazi, che arrivano fino al 22% per la chimica e all’11% per il farmaceutico, migliorando margini e capacità di penetrazione delle imprese scaligere sul mercato indiano.

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