Claudio Cioetto
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Ex Ilva, Cioetto: «Segnale grave dal Senato, l’industria non può essere ignorata»

di Matteo Scolari
Il presidente di Confimi Apindustria Verona critica l’aula semivuota durante l’informativa del ministro Urso: «In gioco una vertenza strategica per tutto il sistema manifatturiero».

Dura presa di posizione di Confimi Apindustria Verona sulla vicenda dell’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia, al centro del dibattito politico nazionale. A intervenire è il presidente Claudio Cioetto, che esprime forte preoccupazione dopo l’informativa al Senato del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, avvenuta nei giorni scorsi davanti a un’aula quasi deserta.

«Chi si disinteressa delle questioni industriali si disinteressa del Paese» afferma Cioetto, definendo «inaccettabile» la scarsa partecipazione dei parlamentari a un passaggio istituzionale su una delle vertenze più rilevanti per l’industria italiana.

Secondo il presidente, il segnale che arriva dalla politica è preoccupante: «Si percepisce una scarsa attenzione nei confronti di Acciaierie d’Italia, che resta il principale gruppo siderurgico nazionale. Su temi così strategici per il futuro della manifattura e per l’intero tessuto delle PMI serve un cambio di passo, altrimenti il rischio è quello di scivolare verso un baratro economico».

Claudio Cioetto, presidente Confimi Apindustria Verona
Claudio Cioetto, presidente Confimi Apindustria Verona

La questione assume un peso ancora maggiore alla luce dei possibili sviluppi sul futuro del gruppo. Come riferito dal ministro Urso, è stata presentata una manifestazione di interesse per l’intero complesso siderurgico, mentre è in corso anche una trattativa con un altro soggetto finanziario.

«Si parla di un piano industriale ambizioso, ma sarà necessario verificarne la concretezza – osserva Cioetto –. L’auspicio è che si arrivi rapidamente a una soluzione capace di garantire stabilità e prospettive a un comparto fondamentale».

Un tema che, sottolinea Confimi, non riguarda solo i territori direttamente coinvolti ma anche il Nord-Est e il sistema produttivo veronese. «Queste vicende possono sembrare lontane – conclude Cioetto – ma interessano da vicino molte imprese della filiera metalmeccanica. Il rilancio dell’acciaieria è determinante anche per le aziende che dipendono da un approvvigionamento di acciaio stabile e competitivo».

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