Capodanno “italiano” da tutto esaurito sul Garda: hotel pieni al 95% e prenotazioni già per il 2026
di Matteo ScolariUn Capodanno da tutto esaurito e un periodo natalizio che restituisce l’immagine di un Lago di Garda vivo anche fuori stagione, con strutture ricettive aperte, ristoranti e negozi operativi e un calendario di eventi che ha saputo attirare migliaia di visitatori. È il bilancio delle festività sul Garda veronese, dove le prenotazioni per la notte di San Silvestro sfiorano il 95%, con punte di pieno in diverse località, su un totale di circa 4.000 posti letto tra hotel, residence e strutture complementari distribuiti nei 20 Comuni del lago e dell’entroterra.
Mercatini di Natale, spettacoli, concerti e iniziative culturali da Peschiera a Malcesine, passando per Ferrara di Monte Baldo, hanno costruito una vera e propria “corazzata” natalizia, frutto di una programmazione anticipata: già a fine settembre, infatti, le amministrazioni comunali avevano definito i calendari, consentendo agli operatori turistici di organizzarsi per tempo. Il risultato è un Garda di dicembre pieno di gente, come non si vedeva da anni.
«Sta andando molto bene – ammette Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto –. Le strutture che hanno coraggiosamente scelto di tenere aperto sono state premiate e stiamo facendo davvero buoni numeri. A Capodanno raggiungeremo il 95% delle prenotazioni, se non addirittura il tutto esaurito».

Un elemento significativo di questa stagione è la forte presenza di turisti italiani, una sorta di “ritorno” del pubblico domestico sul Lago di Garda, tradizionalmente più orientato ai mercati esteri nei mesi estivi. «Il turismo italiano si sta rivelando una parte importante di questa stagione. È un aspetto sul quale, secondo me, in futuro si dovrà riflettere e investire», sottolinea De Beni, evidenziando come la domanda nazionale possa diventare una leva strutturale per la destagionalizzazione.
Il presidente di Federalberghi Garda Veneto coglie poi l’occasione per un ringraziamento istituzionale: «Volevo ringraziare tutte le amministrazioni comunali, grazie alle quali abbiamo raggiunto questo risultato e grazie alle quali il nostro Lago sta andando verso una reale destagionalizzazione del turismo. Mercatini di Natale, spettacoli e intrattenimenti musicali, sempre più numerosi e di qualità, sono il motivo per cui molti operatori hanno deciso di aprire: prima gli hotel, poi i ristoranti e a ruota i negozi». Un ringraziamento che si accompagna a un auspicio: «La speranza è che questa sia la strada da percorrere anche nel 2026».
E mentre il brindisi di fine anno si avvicina con strutture quasi al completo, emergono già segnali positivi per il futuro. «Stiamo registrando le prime prenotazioni per il 2026 – spiega De Beni – e arrivano praticamente tutte dal mercato tedesco. Un segnale evidente che resta il nostro primo mercato, verso il quale continuare a indirizzare sforzi e promozione».
Lo sguardo, dunque, è già rivolto al prossimo anno. «Le prospettive sono buone – conclude De Beni – ma per crescere ancora serve che pubblico e privato continuino a lavorare insieme, sempre di più e sempre meglio. I grandi progetti si realizzano solo con il coinvolgimento di tutte le categorie produttive». Un messaggio che sintetizza la lezione di questo Natale sul Garda: programmazione, collaborazione e qualità dell’offerta possono trasformare anche l’inverno in una stagione turistica vera.
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