Metalmeccanici verso lo sciopero nazionale. «Fermiamo l’industria per difendere il contratto»
di Matteo ScolariVicenza è stata oggi il cuore pulsante delle mobilitazioni dei metalmeccanici: al Centro Sport Palladio si è svolta l’assemblea unitaria delle delegate e dei delegati di Fim, Fiom e Uilm del Nord Italia, in preparazione dello sciopero nazionale dell’industria metalmeccanica previsto per il prossimo 28 marzo. L’appuntamento ha chiamato a raccolta migliaia di lavoratori e lavoratrici in una manifestazione imponente e carica di determinazione. Le conclusioni sono state affidate al segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, che ha ribadito con forza le ragioni di questa mobilitazione nazionale.
«Siamo orgogliosi di essere metalmeccanici e vogliamo rilanciare l’industria e il lavoro attraverso il rinnovo del contratto nazionale», ha dichiarato De Palma. «Il contratto nazionale è la nostra Costituzione dentro i luoghi di lavoro. Per questo il 28 marzo scioperiamo, fermiamo gli straordinari e la flessibilità: vogliamo riaprire la trattativa e riaffermare la nostra dignità».

Lo sciopero, che coinvolgerà anche i lavoratori delle aziende aderenti a Unionmeccanica-Confapi, mira a ottenere la ripresa del confronto con Federmeccanica e Assistal sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei metalmeccanici. La piattaforma sindacale verte su temi cruciali come il salario, la riduzione dell’orario di lavoro, la stabilizzazione del lavoro precario e la sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare per i lavoratori impiegati negli appalti.
De Palma ha lanciato un messaggio forte anche alle istituzioni: «A Roma e a Bruxelles chiediamo investimenti concreti per le politiche industriali, non per il ReArm. Il contratto nazionale è uno strumento di politica economica e industriale, indispensabile per garantire il salario, la salute, la sicurezza e l’occupazione delle persone che per vivere devono lavorare».
Il 28 marzo sarà una giornata di mobilitazione nazionale, anche a Verona, con scioperi di 8 ore che coinvolgeranno migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore metalmeccanico in tutta Italia. A Vicenza si è ribadito che la lotta per il contratto è una battaglia per la dignità, per il riconoscimento del valore del lavoro e per un’industria più giusta, moderna e inclusiva.
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