Verona Garda Convention Bureau, un ritorno importante per la nostra città
di Matteo ScolariVerona si riappropria di uno strumento essenziale per la sua economia e per la sua competitività turistica: il Convention Bureau. Dopo anni di assenza, la città scaligera torna a dotarsi di un organismo in grado di coordinare e attrarre il turismo congressuale, segmento strategico in grado di generare valore aggiunto ben oltre i confini dell’accoglienza tradizionale.
Con oltre 7.000 eventi e 800.000 presenze nel 2023, Verona ha dimostrato di possedere un tessuto economico e ricettivo capace di rispondere alla domanda crescente di congressi, meeting e fiere specialistiche. Tuttavia, fino ad oggi, mancava un coordinamento che permettesse di capitalizzare al meglio questa vocazione. La nascita del Verona Garda Convention Bureau, sotto la guida della Destination Verona & Garda Foundation e in collaborazione con VeronaUp, Veronafiere e Aeroporto Valerio Catullo, colma finalmente questa lacuna e pone Verona su un piano di maggiore competitività nel settore MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions).

Il ritorno di un interlocutore unico per la promozione del turismo congressuale è fondamentale. Le principali capitali europee e molte città italiane hanno saputo dotarsi di strutture simili per attrarre eventi e congressi di prestigio. Verona, pur avendo un grande potenziale, ha per anni lasciato scoperto questo segmento, rischiando di perdere occasioni preziose. Il Convention Bureau non è solo una struttura di promozione: è un moltiplicatore economico. Il turismo congressuale ha un impatto più stabile e destagionalizzato rispetto a quello tradizionale, generando una ricaduta economica su più livelli: dall’ospitalità alla ristorazione, dai trasporti ai servizi culturali. Inoltre, i congressisti hanno una spesa media giornaliera superiore rispetto ai turisti leisure e una maggiore propensione al ritorno.

Uno dei vantaggi principali del turismo congressuale è la sua capacità di destagionalizzare i flussi turistici. Se Verona è tradizionalmente affollata nei mesi primaverili ed estivi grazie al turismo culturale e agli eventi come l’Opera in Arena, il Convention Bureau può aiutare a distribuire le presenze in periodi meno affollati, portando un afflusso costante di visitatori anche nei mesi autunnali e invernali. A questo si aggiunge il tema della sostenibilità. Un turismo più strutturato e programmato permette una migliore gestione del territorio, evitando il fenomeno del sovraffollamento e valorizzando in modo più equilibrato le risorse della città. Il Convention Bureau diventa quindi un alleato non solo per l’economia, ma anche per la qualità della vita dei residenti, garantendo un turismo più armonico e meno invasivo.

Il ritorno del Convention Bureau a Verona rappresenta una svolta che deve essere accompagnata da una visione a lungo termine. Servono strategie chiare, investimenti in digitalizzazione e promozione mirata, ma anche una maggiore collaborazione tra pubblico e privato. La sinergia tra VeronaUp, Veronafiere e Aeroporto Catullo è un segnale positivo, ma è fondamentale che anche gli operatori locali, dagli albergatori ai ristoratori, comprendano il valore di questa opportunità e si integrino nella strategia complessiva.
Verona ha tutte le carte in regola per diventare una delle capitali italiane del turismo congressuale. Il Convention Bureau è la chiave per trasformare questa potenzialità in una realtà concreta e duratura. Ora la sfida è cogliere questa occasione e farne il motore di una crescita sostenibile e di qualità per il futuro della città.
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