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Verona, a gennaio visitatori in calo dopo il picco natalizio: “solo” 586mila presenze in centro

di Matteo Scolari
I dati di Confcommercio Verona registrano una flessione rispetto a dicembre e novembre, ma aumenta la percentuale di “high spending”. Tra gli stranieri guida la Spagna, seguita da Stati Uniti e Regno Unito. Focus su destagionalizzazione ed eventi per rafforzare il sistema Verona.

Dopo il picco delle festività, gennaio riporta i flussi turistici nel centro storico di Verona su livelli più contenuti. Sono stati 586mila i visitatori rilevati all’interno dell’ansa dell’Adige nel primo mese del 2026, in sensibile calo rispetto ai 901.300 di dicembre e ai 723.900 di novembre. A fotografare l’andamento è il sistema di monitoraggio di Confcommercio Verona, che analizza i flussi attraverso dati anonimi provenienti dalla telefonia mobile.

Il confronto con dicembre evidenzia una riduzione significativa, coerente con la fine del periodo natalizio, tradizionalmente trainante per il commercio e per l’attrattività turistica della città. Anche sul fronte dei visitatori stranieri si registra una flessione: a gennaio sono stati poco meno di 122mila, contro i 196.600 dell’ultimo mese del 2025. A guidare la classifica delle presenze estere è ancora una volta la Spagna con 15.700 visitatori, seguita da Stati Uniti (11.700), Regno Unito (10.500), Francia (9.300) e Polonia (8.200). Completano la top ten Austria (7.200), Germania (5.800), Brasile (5.200), Romania (4.900) e Svizzera (4.600), a conferma di un mix di mercati europei ed extraeuropei che continua a caratterizzare il turismo veronese.

Il direttore Nicola Dal Dosso.

Dal punto di vista anagrafico, la fascia più rappresentata è quella tra i 45 e i 54 anni e tra i 55 e i 64 anni, entrambe al 21%, seguite dai 25-34enni con il 18%. Un dato che conferma la centralità di un pubblico adulto, spesso con maggiore capacità di spesa e con una propensione più elevata verso esperienze culturali e di qualità.

Proprio sul fronte economico emerge uno degli elementi più interessanti del report: cresce la quota dei visitatori ad alta capacità di spesa. Gli “high spending” salgono infatti al 26,5%, in aumento rispetto al 24% di dicembre, mentre i basso spendenti scendono al 22,3% dal precedente 24,9%. Un segnale che, pur in presenza di numeri complessivi inferiori, indica una tenuta – e in parte un rafforzamento – della qualità della domanda.

«I numeri confermano come, dopo il picco legato alle festività, gennaio rappresenti fisiologicamente un mese di assestamento – commenta il direttore generale di Confcommercio Verona e amministratore delegato di VeronaUp, Nicola Dal Dosso –. Il dato interessante è la crescita della quota di visitatori ad alta capacità di spesa, segnale che le città d’arte mantengono un forte potere attrattivo anche fuori stagione. Per il sistema Verona si conferma fondamentale lavorare su eventi e servizi capaci di destagionalizzare i flussi, migliorando accessibilità e qualità dell’esperienza di visita. Occorre accrescere ulteriormente la qualità dell’offerta della nostra città, con un’attenzione particolare al segmento business, capace di generare valore diffuso e duraturo per il territorio e per le sue attività economiche».

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