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Mps chiude il 2025 con utili in forte crescita e dividendi record: oltre 2,6 miliardi agli azionisti

di Matteo Scolari
Redditività in aumento, solidità patrimoniale ai vertici del sistema e accelerazione dell’integrazione con Mediobanca. Il gruppo bancario guarda al nuovo piano industriale puntando sulla creazione di valore e su un modello sempre più diversificato e orientato ai clienti.

Il Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato i risultati consolidati preliminari al 31 dicembre 2025, chiudendo l’esercizio con numeri che confermano un deciso rafforzamento della redditività e una posizione patrimoniale tra le più solide del sistema bancario italiano. L’utile netto dell’anno si attesta a 2,75 miliardi di euro, in crescita del 17,7% rispetto al 2024 al netto degli effetti fiscali positivi, mentre l’utile netto di Gruppo, includendo il contributo di Mediobanca, raggiunge i 3,04 miliardi di euro.

La performance consente alla banca di proporre una remunerazione complessiva agli azionisti superiore a 2,6 miliardi di euro, pari a 0,86 euro per azione, con un dividend yield intorno al 10%, tra i più elevati del settore. Un risultato sostenuto dalla forza di due brand storici e da un business mix altamente diversificato e resiliente, capace di compensare il rallentamento del margine di interesse con una crescita significativa delle commissioni.

Sul fronte operativo, Mps registra ricavi complessivi per 4,96 miliardi di euro. A perimetro omogeneo, escludendo Mediobanca, i ricavi crescono dell’1%, grazie soprattutto alle commissioni nette in aumento dell’8,2%, trainate dal wealth management e dall’attività di advisory, che segnano un progresso a doppia cifra. Il risultato operativo netto sale a 1,86 miliardi di euro (+6,4%), con un cost/income ratio stabile al 46,5%, a conferma dell’efficacia nella gestione dei costi.

La sede di Monte dei Paschi di Siena, a Siena
La sede di Monte dei Paschi di Siena, a Siena

Migliora anche la qualità del credito, con uno stock di crediti deteriorati ridotto a 2,9 miliardi di euro, un NPE ratio lordo al 3,5% e un NPE netto all’1,8%, mentre il costo del rischio si attesta a 40 punti base, in calo rispetto all’anno precedente. La solidità patrimoniale resta uno dei punti di forza del gruppo: il CET1 ratio fully loaded è pari al 16,2%, con un ampio buffer rispetto ai requisiti regolamentari, e una counterbalancing capacity non impegnata di circa 53,8 miliardi di euro, a supporto della liquidità.

Nel corso del 2025 il gruppo ha inoltre registrato una crescita dei volumi, con una raccolta complessiva pari a 361 miliardi di euro e impieghi a 143 miliardi, rafforzando il proprio ruolo di player di riferimento nei servizi a famiglie e imprese. In particolare, si segnala una forte accelerazione nell’erogazione di mutui ipotecari ai privati, in aumento dell’83% su base annua, e nel credito al consumo, cresciuto del 14%.

Il 2025 segna anche un passaggio strategico rilevante con l’accelerazione del processo di integrazione con Mediobanca. Il gruppo ha avviato le attività finalizzate alla piena valorizzazione delle sinergie industriali e alla definizione della nuova struttura societaria, con Mediobanca destinata a focalizzarsi sulle attività di corporate & investment banking e private banking di alta gamma. La presentazione del piano industriale della business combination è prevista per il 27 febbraio, con un focus dichiarato sulla creazione di valore per tutti gli stakeholder.

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